Ancora un momento

Maurizio Schoepflin

La recensione del libro di Edgar Morin, Raffaello Cortina editore, 160 pp., 14 euro

L’autore di questo libro, intellettuale oggi fra i più noti, ha quasi centotré anni. Per sua stessa ammissione, il sentimento che più lo caratterizza è lo stupore. Edgar Morin è, dunque, un ultracentenario che trova ancora molti motivi per stupirsi, a cominciare dal fatto di essere nato, resistendo prima a un tentativo di aborto messo in atto da sua madre, alla quale, per una malattia cardiaca, avevano consigliato di interrompere la gravidanza e, poi, avendo la meglio sul  cordone ombelicale che, al momento del parto, gli si era attorcigliato intorno al collo e stava per soffocarlo. Forse, questi erano segnali che già indicavano la fame di vita che ha contraddistinto la lunga esistenza di Morin, uomo dall’insaziabile “curiosità polimorfa”. Lo sfrecciare di una rondine nel cielo e i Saggi di Montaigne, la lotta delle donne iraniane e l’impegno per un mondo migliore, tutto affascina Morin e, per usare le celebri parole del commediografo Terenzio, nulla gli è estraneo di ciò che è umano. Ricordi personali, attualità politica, questioni filosofiche, creazioni letterarie: tutto si intreccia nei brevi scritti raccolti in questo volumetto: “Ciò che unisce questi testi – scrive l’autore – è l’inseparabilità tra vita, pensiero e opera del loro autore”. Come si è accennato, gli interventi riportati nel libro spaziano nei campi più diversi ed è impossibile rendere conto delle tante suggestioni in essi contenuti. La mia sensibilità mi spinge a scegliere le seguenti: il timore per il declino dell’insegnamento delle scienze umane, messe all’angolo dal sapere scientifico e tecnico; la giusta importanza da attribuire ad alcuni eventi della Seconda guerra mondiale e della resistenza antinazista non sufficientemente conosciuti; il rapporto fra democrazia e verità; il rischio che la corsa al profitto vada a detrimento della solidarietà; la validità e i limiti della medicina. Riguardo a ciascuno di questi temi Morin propone un giudizio originale, non necessariamente condivisibile, come è ovvio, ma sempre stimolante. Il succo delle riflessioni moriniane sta nella convinzione che nessun cambiamento politico ed economico potrà avere successo senza un’autentica riforma etica, la quale, a sua volta, richiede una riforma del pensiero e dell’educazione, affinché si affermi la capacità di indicare una via che, “senza negare le nazioni, senza negare le differenze, senza negare le originalità, senza negare le patrie, le ingloberà in un destino umano comune all’interno di una Terra-Patria”.  
 

Ancora un momento
Edgar Morin
Raffaello Cortina editore, 160 pp., 14 euro