cerca

recensioni foglianti

La compagnia delle illusioni

Enrico Ianniello
Feltrinelli, 271 pp., 17 euro

27 Febbraio 2019 alle 09:06

La compagnia delle illusioni

Le mattinate di Antonio Morra iniziano tutte allo stesso modo: rimanere per un’ora chiuso a chiave nel bagno della casa che divide con sua sorella e sua madre, tra gli strilli della prima – “il gallo di casa” che gli rimprovera di non fare “un vero lavoro” – e le comprensioni e i sorrisi della seconda che si limita ad assistere a quei siparietti famigliari dalla sedia a dondolo. Il “problema” di quel fascinoso cinquantenne è che il suo passato – quello di un attore divenuto famoso con “Tutti a casa Baselice”, la serie tv in cui era il portinaio impiccione Raffaele, gestore di un “registro delle infedeltà” in cui vi annotava chi si era messo o lasciato con chi – sembra non ritornare in un presente in cui, la sola speranza è rinchiudersi in quella stanza tutta per sé (ma a tempo), in attesa di una telefonata, perché quello è l’unico posto dove prende il telefono. Siamo a Napoli, città maestra nell’arte dell’arrangiarsi dove tutto è (ancora) possibile, perché lì la realtà “va veloce, si traveste e si trasforma” e la gente “è più capace degli attori a cambiare un personaggio, vita, idee e morale”. Oggi Antonio ha meno sogni e volontà di un tempo, ha una monocamera in via Toledo (detta “Proteino”) affittata per provare le parti teatrali del piccolo gruppo amatoriale di cui fa parte o quelle che gli vengono assegnate all’occorrenza dalla Compagnia delle Illusioni, un gruppo segreto e speciale di attori sconosciuti e con soprannomi (il suo è ’O Mollusco), pronto a intervenire sulla realtà per modificarla secondo la volontà del committente. Il capo è la misteriosa Zia Maggie, un capocomico che li gestisce come marionette per fargli cambiare e forzare – senza però mai imitare – quella stessa realtà, perché “le persone non vedono ciò che è vero, ma rendono vero quello che desiderano vedere”.
Uno come lui che non ha mai avuto personalità e che ha solo il ricordo di una donna da amare (Lea) e una con cui fantasticare (la barista Beatrice), sa che “il fiore dell’illusione – come recita il lemma della Compagnia citando Paul Claudel – produce il frutto della realtà”. Lo sa molto bene anche Enrico Ianniello che, prima di essere un traduttore e uno scrittore molto apprezzato (ricordate La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin, già vincitore del Premio Campiello Opera Prima?), ha iniziato proprio sul palcoscenico che oggi alterna alla tv. Ce lo ricorda in queste pagine dolceamare come la vita, malinconiche ed esilaranti, ricche di humour partenopeo e di analisi sociale in cui, a farla da padrone, sono il gioco delle maschere, la speranza, la riflessione sull’identità e su come formiamo il nostro carattere in relazione all’altro.
L’illusione è del tutto necessaria, ma bisogna stare molto attenti perché viene da in ludere, che è lo stare in gioco, quello da cui (e dove) nasce il tutto. 

 

LA COMPAGNIA DELLE ILLUSIONI
Enrico Ianniello
Feltrinelli, 271 pp., 17 euro

Giuseppe Fantasia

E’ nato a L’Aquila nel 1979, è laureato in Giurisprudenza ma ha scelto di fare il giornalista, prima a Skytg24, poi all’Huffington Post e a Il Foglio, dove tutt’ora si occupa di libri, arte e spettacolo. Vive a Roma ed è facile incontrarlo nelle cene e feste più glam, ma se siete dei veri nottambuli, ogni venerdì notte lo trovate su Rai Uno, ospite fisso della trasmissione ‘MilleeunLibro- Scrittori in tv’, dove parla (ovviamente) di libri, cercando (a modo suo) di consigliarne i migliori.

Twitter: GiFantasia

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi