Scelgo, dunque sono

Luciano Canova
Egea, 176 pp., 18 euro

Sembra facile, prendere una decisione. Si raccolgono gli elementi di una situazione, si valutano i pro e i contro, e via. Anche Charles Darwin, quando doveva decidere se sposare sua cugina Emma, divise una pagina di quaderno in due colonne, in una elencò le ragioni a favore del matrimonio, nell’altra quelle contrarie. Peccato solo che nella vita reale le cose non vadano così. Non vanno così per un sacco di ragioni. Alcune attengono al funzionamento del cervello. Questo infatti è fatto per maneggiare un numero limitato di variabili, e tende inevitabilmente a regolarsi su quelle che ha più a portata di mano. Così facilmente finiamo per estrapolare leggi generali da pochi episodi, statisticamente non significativi, o per stabilire connessioni di tipo causale dove ci sono semplici correlazioni occasionali. Nascono da qui – spiega Luciano Canova, docente (tra l’altro) di Economia comportamentale al master Medea e di Economia della felicità sulla piattaforma digitale oilproject.com – comportamenti irrazionali sul tipo del timore di prendere l’aereo dopo un incidente. Irrazionali e nocivi, come documenta, tra l’altro, il caso clamoroso dell’11 settembre: all’indomani dell’attentato, milioni di americani scelsero di muoversi in auto anziché in aereo, il che portò a un aumento degli incidenti stradali che fece più vittime degli attentati stessi. Altre ragioni dipendono dal fatto che siamo portati a riconoscere maggior valore a un risultato immediato minore piuttosto che a un successo maggiore a lungo termine (il classico “meglio un uovo oggi che una gallina domani”). Altre ancora hanno a che fare col contesto in cui ci muoviamo. Per cui, per esempio, riduciamo la quantità delle piccole disonestà che tutti siamo inclini a commettere – uno dei capitoli più interessanti è quello dedicato ai test sull’onestà, che documentano come una certa percentuale di comportamenti scorretti sia diffusa universalmente – se abbiamo appena letto i dieci comandamenti o il giuramento di fedeltà all’università. Altre ancora infine dipendono dal fatto che ragione e sentimento non sono mai separabili, e lo stato d’animo presente tende a incidere in maniera esagerata su scelte che dureranno anche quando l’emozione attuale sarà da tempo svanita. E così via. Il libro è costruito su continui riferimenti alle ricerche più significative nel campo degli studi sul comportamento, inframmezzati da esempi e aneddoti tratti dall’esperienza quotidiana. Il risultato è una lettura insieme colta e godibilissima, che – chissà – potrebbe anche aiutare qualcuno a fare le proprie scelte in maniera più consapevole.

 

SCELGO, DUNQUE SONO
Luciano Canova
Egea, 176 pp., 18 euro

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