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Trump, i Dem e i colpi dell’Isis

Per il Wall Street Journal “i terroristi del mondo non sembrano aver ricevuto la notizia che sono stati sconfitti". A Washington si indaga sulla Casa Bianca 

28 Gennaio 2019 alle 12:57

Trump, i Dem e i colpi dell’Isis

Foto LaPresse

"L’Amministrazione Trump dice che lo Stato islamico è stato sconfitto, pertanto Washington sta andando avanti con il ritiro delle forze americane dalla Siria e con la riduzione degli impegni antiterrorismo dell’America in Africa. Nel frattempo, il presidente della commissione Esteri della Camera, Eliot Engel, sta sostituendo una sottocommissione per il terrorismo con una che si concentrerà su ciò che a quanto pare pensa sia una minaccia più grande: Donald Trump”. Così un editoriale del Wall Street Journal.

 

“I terroristi del mondo non sembrano aver ricevuto la notizia che sono stati sconfitti, come una serie di recenti attacchi in tutto il mondo ha mostrato. Un kamikaze ha ucciso due soldati americani, un impiegato del Pentagono e un appaltatore del dipartimento della Difesa, oltre a 15 combattenti alleati, a Manbij, in Siria. Lo Stato islamico si è assunto la responsabilità dell’attacco e ha affermato di aver preso di mira in modo specifico gli americani. Un uomo di 21 anni della Georgia pianificava di attaccare la Casa Bianca, il monumento a Washington, il Lincoln Memorial e una sinagoga. I militanti di al Shabaab, un gruppo legato ad al Qaida con sede in Somalia, hanno attaccato un complesso di hotel e uffici a Nairobi, in Kenya. Diciotto ore di furia, in cui hanno ucciso almeno 21 persone, tra cui l’uomo d’affari americano e il sopravvissuto all’11 settembre Jason Spindler. Un kamikaze dei talebani ha colpito un compound straniero a Kabul, in Afghanistan. Quattro persone sono state uccise e più di 100 ferite. I corpi decapitati di due giovani donne scandinave sono stati trovati nelle montagne dell’Atlante in Marocco il 17 dicembre. Diversi terroristi fedeli all’Isis hanno condiviso il video delle uccisioni sui social media. L’11 dicembre un cittadino francese di origine algerina ha ucciso cinque persone nei pressi di un mercatino di Natale a Strasburgo, in Francia. Chérif Chekatt, che aveva giurato fedeltà allo Stato islamico, è morto in una sparatoria con la polizia due giorni dopo. Gli americani in patria hanno la fortuna di essere stati risparmiati dagli attacchi recenti, grazie ai programmi messi in atto da George W. Bush e sostenuti da allora. Ma il modo di fare notizia adesso è indagare su Trump, non sul jihad. I terroristi vogliono ancora uccidere i connazionali americani di Engel ogni volta che ne hanno la possibilità”, conclude il Wall Street Journal: “Il modo migliore per mantenere la patria al sicuro è mantenere la pressione sui terroristi all’estero”.

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Commenti all'articolo

  • branzanti

    28 Gennaio 2019 - 15:03

    Beh se emergesse che Trump è condizionabile (o peggio) da Putin sarebbe decisamente più grave.

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