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TERRAZZO    

Il rotolo di On the Road di Kerouac è stato venduto per oltre 12 milioni di dollari

Emanuele Bevilacqua

Il manoscritto dell'opera dello scrittore e poeta statunitense è stato acquistato all'asta da Zach Bryan, uno dei nomi più popolari della nuova scena country e folk statunitense. L'oggetto della vendita è un rotolo di carta lungo quasi 37 metri che l'autore costruì incollando tra loro fogli separati con nastro adesivo e colla

Da settant’anni il rotolo di On the Road è stato uno degli oggetti mitici della letteratura americana. Ora ha un nuovo proprietario. Il 12 marzo, giorno del compleanno del suo autore, Jack Kerouac, il dattiloscritto battuto nel 1951 è stato venduto da Christie’s a New York per oltre 12 milioni di dollari. La stima iniziale era molto più bassa, tra 2,5 e 4 milioni. L’acquirente è Zach Bryan, 29 anni, uno dei nomi più popolari della nuova scena country e folk statunitense. Non appartiene al piccolo mondo dei grandi bibliofili. Eppure la sua presenza nell’asta non è stata una sorpresa per chi segue da vicino la storia recente della memoria Beat. Bryan è infatti un lettore appassionato di Kerouac e negli ultimi anni si è impegnato in un progetto culturale legato allo scrittore. L’oggetto acquistato è quello che i lettori di Kerouac conoscono come “lo Scroll”. È un lungo rotolo di carta semi-traslucida, lungo quasi 37 metri e largo poco più di venti centimetri. Kerouac lo costruì incollando tra loro fogli separati con nastro adesivo e colla, in modo da poter scrivere senza dover cambiare pagina. Il testo è battuto a spazio singolo, quasi senza paragrafi e con una punteggiatura minima. In diversi punti compaiono correzioni, cancellature segnate con delle “x” e annotazioni a matita. Kerouac lo scrisse a New York tra il 2 e il 22 aprile 1951, in una maratona diventata leggendaria. Il dattiloscritto contiene circa 125 mila parole e racconta già le peregrinazioni attraverso l’America che costituiscono il cuore del romanzo. Nella prima versione i protagonisti portano i veri nomi degli amici dello scrittore: Neal Cassady, Allen Ginsberg, William Burroughs. Solo più tardi, su richiesta dell’editore, verranno sostituiti dai nomi di finzione con cui il libro è diventato celebre.
Naturalmente quel testo non fu pubblicato così. On the Road uscì solo nel 1957 e in una forma molto diversa. Gran parte del lavoro di revisione fu guidato dall’editor di Viking Press, Malcolm Cowley, che convinse Kerouac a intervenire sul manoscritto, introdurre una struttura più leggibile e normalizzare la punteggiatura. Cowley intuì la forza narrativa del testo ma lo considerava, nella forma originale, quasi illeggibile e difficile da vendere.


Il rotolo rimase per anni nelle mani della famiglia Sampas, i parenti della terza moglie di Kerouac. Nel 2001 fu venduto per circa 2,4 milioni di dollari al collezionista e imprenditore Jim Irsay, proprietario della squadra di football degli Indianapolis Colts. Irsay lo inserì nella sua celebre collezione di oggetti simbolici della cultura americana, accanto a strumenti musicali utilizzati da artisti come Jerry Garcia e Bob Dylan. Dopo la morte di Irsay lo scroll è tornato da Christie’s, dove è stato conteso da più compratori e ha superato di molto la stima iniziale. Il risultato finale lo colloca tra i manoscritti letterari moderni più costosi mai venduti all’asta. Bryan non ha comprato il rotolo come semplice oggetto da collezione. Negli ultimi tempi ha acquistato a Lowell, la città natale di Kerouac, la chiesa cattolica di Saint Jean Baptiste, un edificio legato all’infanzia dello scrittore. L’idea è trasformarla in un centro culturale dedicato a Kerouac e alla Beat Generation. Secondo quanto è stato dichiarato dopo l’asta, lo Scroll potrebbe essere esposto proprio lì a rappresentare il cuore di questo nuovo spazio. Se il progetto si realizzerà, il rotolo compirà una specie di ritorno simbolico: da New York, dove Kerouac lo scrisse nel 1951, a Lowell, la città da cui lo scrittore era partito e a cui continuò a tornare per tutta la vita. Sarebbe un destino curioso per un oggetto nato per raccontare il movimento continuo sulle strade d’America. Nel frattempo il valore culturale dello scroll continua a crescere. È diventato il simbolo della scrittura spontanea della Beat Generation, anche se basta guardarlo da vicino per accorgersi che è pieno di cancellature e ripensamenti. Kerouac, come tutti gli scrittori, riscriveva. Nel 2027 cadranno i 70 anni dalla pubblicazione di On the Road. Il libro che tutti celebrano, quello con le virgole e i capitoli, esiste anche grazie al lavoro di Malcolm Cowley. Senza gli editor metà della letteratura sarebbe buona per il caminetto. E forse l’altra metà sarebbe migliore. Chissà.

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