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La famosa invasione dei meme in cucina
Masterchef è il nuovo Sanremo: il cibo si è mangiato la cultura pop. Alessandro Mininno raccoglie in "Cooking memes" le vignette virali che dominano internet, da Doom-lasagna ai vegani capri espiatori, dalla Lega anti-couscous a Trump sui gatti mangiati in Ohio. Identità, scontri politici e assurdo. Un libro
Masterchef è il nuovo Sanremo e il nuovo “Lascia o raddoppia”. Il food, come si dice a Milano, si è mangiato tutto. I centri delle città sono diventati mangiatoie – a Roma, a Monti, ci sono le finte sfogline filippine che arrotolano in vetrina la pasta, come fosse Didò, per attirare i turisti con la fissa dell’autenticità. Ma non solo i centri storici italiani, anche internet è invaso dal cibo, nella forma migliore che internet abbia mai trovato per comunicare: il meme. I meme sono come certe battute, se li spieghi perdono la propria aura. “Questa immagine è un pezzo di lasagna al ragù o un livello del videogioco Doom?”, ad esempio. Un uomo, Alessandro Mininno, si è messo a collezionare queste “vignette dell’internet” alimentari, ad archiviarle, a screenshottarle, e ora ci ha fatto un libro: Cooking memes, edito da Krisis Publishing. Nella prefazione cita Elon Musk – “Who controls the memes, controls the universe” – ma anche il Pizzagate, il brodo virale di Gwyneth Paltrow, Michael Pollan, i signature dish dei ristoranti “ottimizzati per i social”, le paninerie virali, Trump che dice che in Ohio stanno mangiando cani e gatti, e anche vecchie campagne della Lega che dicevano “No al cous cous, sì alla polenta”. Identità culturali, scontri, nuove mode. I meme sul cibo giocano con tutto, con i giochi di parole, col sesso, con la droga, coll’assurdo, con gli insetti, col meta. L’effetto, vedere i meme su carta, è ancora più post ironico che non scrollarli su Instagram o riceverli in chat (ci sono amici che per anni comunicano solo scambiandosi queste immagini). “Stupiscono per quantità e per cattiveria i meme contro vegani e vegetariani, percepiti come il vero ‘altro’ nella società consumista, un nemico interno da ridurre ai minimi termini. O anche, semplicemente, dei capri espiatori troppo divertenti per non essere presi in giro”, scrive l’autore. Come quella del tipo arrabbiatissimo che fa per strapparsi via la pelle, con la didascalia: “Quando un vegano capisce di essere fatto di carne”. Alcuni divertentissimi, alcuni cringe, alcuni “da maschi medi” o “da scuole medie”, alcuni che fanno il giro, alcuni da incorniciare, i meme raccolti da Mininno fanno pensare a cosa succede a un medium quando gli cambiamo device, quando la sua natura volatile, modificabile, sovrapponibile, anonima, trova spazio tra le pagine cartacee di un volume. Un primo passo verso il processo di documentazione di questi anni 2010-25 di grandissima creazione memetica, un antidoto luddista a quando le macchine si spegneranno tutte e perderemo il più grande lascito artistico dei millennial.
Ma a proposito di cibo, proprio mentre Cooking memes arriva in libreria, nelle boutique francesi si vede il cartonato con le ricette della cuoca di JFK, dopo il grande successo di un romanzo che la vedeva come protagonista, “La cuisinière des Kennedy” di Valérie Paturaud – un misto tra The butler e Le assaggiatrici alla Casa Bianca. E ci si chiede, viste le sfighe della casata americana, quanto queste ricette portino bene, o quanto siano invece un caso di nutrizione anti longevity. Tutto questo mentre l’erede della Camelot bostoniana ribalta la piramide alimentare – Make bistecca cotta nel burro great again!