Perché Saverio è a Sanremo

Ha vinto il sì, per ora. Sal Da Vinci alla guida del paese, De Martino nuovo ayatollah

Saverio Raimondo

Sala stampa compatta, televoto diviso, polemiche politiche incluse. Protestano le opposizioni: secondo Elly Schlein, la canzone vincitrice, “Per sempre sì”, è una chiara indicazione di voto al referendum sulla riforma Nordio. Prossima tappa: l’Europa e il rischio caso Israele

Dopo la serata dei duetti, vinta da Donald Trump e Benjamin Netanyahu con la loro “Ruggito del leone” (cover di un vecchio brano del 1979), il Festival di Sanremo 2026 si è concluso nella notte fra sabato e domenica con la vittoria di Sal Da Vinci; elezione arrivata al termine di una serata storica del Festival, durante la quale Carlo Conti ha indicato Stefano De Martino successore dell’ayatollah Khamenei. Protestano le opposizioni: secondo Elly Schlein, la canzone vincitrice, “Per sempre sì”, è una chiara indicazione di voto al referendum sulla riforma Nordio.

  

Il cantante napoletano, nel tentativo di unire il paese, nega; ma la maggioranza gongola. Il governo Meloni non solo conta che la canzone di Sal Da Vinci faccia da volano per la vittoria del Sì al referendum, ma faccia anche uscire l’Italia dall’inverno demografico. Il governo infatti calcola che la canzone di Da Vinci, inno al matrimonio, dovrebbe portare a un +65 per cento di nozze già solo in meridione; con conseguente natalità. In questo modo si salverebbe anche la manifestazione Sanremo Giovani – la quale altrimenti, a causa del calo demografico, rischia l’estinzione entro i prossimi dieci anni. Sal Da Vinci in conferenza stampa, suo primo discorso alla Nazione, ha detto di aver sentito Geolier (un po’ il Romano Prodi di tutti i cantanti napoletani a Sanremo dopo di lui), e che la sua è “la vittoria di un popolo, di chi viene dal basso”. L’elezione di Sal Da Vinci dunque “vendica” la vittoria negata due anni fa al suo giovane corregionale, che aveva mobilitato a suo favore il popolo delle sim ma che era poi stato battuto da Angelina Mango, eletta al suo posto come argine alle destre; in realtà però questa vittoria di Sal Da Vinci insegna alla Campania che se esprime un candidato presentabile, o comunque trasversale, anche il resto del paese è disposto a votarlo. Persino la Ztl della sala stampa: la quale, da sempre indicata come “l’elettorato di sinistra” del voto sanremese, di fronte alla scelta fra il male minore e il “Male necessario” (brano di Fedez e Marco Masini) opta per il primo, e vota Sal Da Vinci. Ma questo solo perché ignora che nel frattempo il televoto è più a sinistra di quello che credono: da casa infatti il vincitore è Sayf, giovane cantante genovese di madre tunisina; Sal Da Vinci al televoto si posiziona secondo, e anche con un bel distacco dal primo. Dunque nel paese reale gli immigrati di seconda generazione battono i napoletani: è la sostituzione etnica. Ma le elezioni di Sal Da Vinci alla guida del paese si sono tenute con regolarità, come riconosciuto anche dagli osservatori internazionali; e la stampa, da sempre snob, apre una linea di credito nei confronti del cantante napoletano, “lasciamolo lavorare” è il commento dei più. 

   
Ora Sal Da Vinci ha una grande sfida davanti: non dovrà deludere chi lo ha votato e al tempo stesso dovrà riuscire a conquistare la fiducia dei mercati stranieri. Nei suoi primi cento giorni di mandato infatti Sal Da Vinci dovrà presentarsi in Europa, all’Eurovision, e sottoporsi al giudizio degli altri paesi europei; il tutto in un’edizione controversa a causa della molto contestata partecipazione di Israele dopo quanto accaduto a Gaza. L’impegno di Sal Da Vinci a rappresentare l’Italia all’Eurovision, senza nessun boicottaggio, a una prima lettura lo qualifica agli occhi di una certa opinione pubblica come sionista; ma dato che molti paesi, in polemica, si sono ritirati dal contest canoro, Sal Da Vinci rischia di essere l’unico avversario di Israele; e ha anche buone chance di batterla, diventando così in un colpo solo anche idolo pro Pal. Ma non solo l’Eurovision: due sono le emergenze che Sal Da Vinci dovrà affrontare nelle prossime ore. La prima è liberare Max Pezzali dalla nave da crociera dove Carlo Conti lo ha tenuto in esilio come fosse Spinelli a Ventotene, e consentirne lo sbarco; l’altra è riportare in Italia la cantante Big Mama, che si trova sotto le bombe a Dubai come il ministro Crosetto – che siano la stessa persona? Guardateli bene: Big Mama è la versione Drag di Crosetto. Buon lavoro dunque a Sal Da Vinci, da oggi rappresentate dell’Italia in Campania. 

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