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votare in libertà
Niente Porcellum a Sanremo: ecco la nuova legge elettorale del Festival
Gli italiani hanno perso fiducia nelle istituzioni sanremesi e dopo il risultato dell'anno scorso quest'anno per scegliere il migliore si potrà fare una sola telefonata invece che tre. Fateci televotare in libertà
Ed eccoci giunti al verdetto finale: sabato 28 febbraio si aprono ma soprattutto si chiudono le urne dell’ultimo turno alle elezioni del Festival di Sanremo 2026. Martedì, durante la prima serata del Festival, Olly ha concluso ufficialmente il suo mandato ricantando la canzone vincitrice dell’anno scorso; ma pur se fra applausi ed emozione, il giudizio sulla sua legislatura resta critico. Nonostante abbia potuto contare su un grande consenso popolare (dischi di platino, concerti sold out) il giovane cantante genovese non ha risolto il problema dell’inflazione; e con la sua rinuncia all’Eurovision ha adottato un profilo ambiguo in politica estera. Forse è anche a causa della sua vittoria se il Festival quest’anno ha perso appeal e ascolti: la cocente sconfitta di Giorgia nella scorsa edizione, partita favorita e poi finita al sesto posto, ha fatto perdere agli italiani fiducia nelle istituzioni sanremesi. Al successore di Olly spetta dunque l’arduo compito di ricucire il paese; e non a caso tutti i cantanti in gara nei giorni scorsi sono stati ricevuti dal presidente Mattarella, per la prima volta nella storia della Repubblica – pardon: “Repupplica”. Tradotto: il vincitore del Festival di quest’anno, pur se su indicazione del pubblico a casa, della sala stampa e della giuria delle radio, è nominato dal Quirinale. Per questo la Rai ha dovuto apportare alcune modifiche alla legge elettorale sanremese, affinché sia in linea con i parametri europei. All’Eurovision di quest’anno infatti, dopo che nella scorsa edizione Israele fu protagonista di una sospetta rimonta, sarà riequilibrato il peso del televoto; così anche a Sanremo, durante il ballottaggio finale fra i cinque cantanti candidati che avranno superato il primo turno, quest’anno da casa si potrà fare una sola telefonata invece che tre.
Questo però all’interno della vecchia legge elettorale dell’anno scorso, che aveva ridato centralità al televoto: il risultato è un sistema ambiguo, una sorta di proporzionale con premio di maggioranza dove sì, ci sono le preferenze (si vota il cantante e non la casa discografica) ma chi vince, vince tutto. Alle opposizioni resterebbero solo il premio della critica e l’ultimo posto in classifica (ambitissimo, dopo il precedente di Vasco Rossi); ma considerando che chi vince quest’anno si trova all’opposizione 29 cantanti, sarà impossibile accontentare tutti. I sondaggi vedono in testa Fedez e Marco Masini, anche perché il primo è in quota Fratelli d’Italia – come dimenticare infatti che nell’agosto scorso il rapper è stato fotografato assieme al manager di Andrea Pucci, Ignazio La Russa, sullo yacht della ministra Daniela Santanchè. Per spianargli la strada, Carlo Conti ha cercato di disinnescare l’unico potenziale avversario, Sal Da Vinci, selezionando in gara anche LDA, Luchè e Samurai Jay: il tentativo è quello di disgregare il voto della Campania, da sempre il collegio elettorale che conta di più alle elezioni sanremesi. Per questo lo staff di Sal Da Vinci sta cercando in queste ore di convincere Geolier a dare un’indicazione di voto a favore di “Per Sempre Sì”; senza questa investitura infatti la vittoria di Fedez e Masini è praticamente cosa fatta. Ma potrebbe essere una vittoria a metà a causa dell’astensionismo: molti italiani infatti pensano che chiunque vinca Sanremo non cambi niente. Per questo si moltiplicano in queste ore gli appelli al televoto: ieri Carlo Conti in conferenza stampa ha ricordato che televotare è un dovere civico, e ha annunciato che durante la finale ci sarà una commemorazione di tutti i nostri nonni che hanno combattuto e sono morti per farci televotare in libertà.
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