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Ritornano le folli visioni di American Gods, funestate da addii e tagli

Riparte la serie tv tratta dall'allucinato romanzo di Neil Gaiman. C'è da aspettarsi una seconda stagione non all'altezza della prima ma che, grazie a un paio di scene fantasmagoriche e surreali, potrà regalare soddisfazione agli appassionati

11 Marzo 2019 alle 17:54

L’11 marzo 2019 su Amazon Prime Video riparte la seconda stagione di American Gods, la serie tv tratta dal visionario romanzo di Neil Gaiman. Otto nuovi episodi, a forte rischio di binge watching, con Ricky Whittle ancora nei panni di Shadow Moon e Ian McShane in quelli di Mr. Wednesday. “Dopo una prima stagione ambiziosa e anarchica nel raccontarci senza mezze misure un immaginario in cui nuovi e antichi dei si contendevano il favore di noi comuni mortali, American Gods ha annunciato con fiero ottimismo la produzione della sua seconda stagione”, scrive la testata online MoviePlayer, nonostante “i due showrunner Bryan Fuller e Michael Green” a fine 2017 avessero abbandonato “il progetto per un taglio di budget mal digerito”.

  

La nuova stagione, insomma, è stata funestata da sostituzioni e ridimensionamenti, oltre a “ampli reshoot per sistemare buchi di trama, mentre il budget lievitava senza controllo (si parla di 10 milioni di dollari a episodio)”, spiega Wired. Come se non bastasse, due protagoniste della trama principale, le attrici Gillian Anderson – che fu Dana Scully in “X-Files”, qui nel ruolo di Media, prende di volta in volta i tratti di Judy Garland, David Bowie, Marilyn Monroe, truccata e imparruccata di conseguenza) e Kristin Chenoweth (che interpretava Easter), hanno detto addio al set. Neil Gaiman ha comunque supervisionato lo show come produttore esecutivo, ha corretto gli script e dato indicazioni sul background di alcuni personaggi. Da quello che si legge sul web, tra recensioni di anteprime e turbolenti retroscena, c'è da aspettarsi una seconda stagione non all'altezza della prima ma che almeno grazie a un paio di scene fantasmagoriche, visionarie e surreali, potrà regalare soddisfazione agli appassionati della serie.

   

    

Dove eravamo rimasti?

Shadow Moon, un prigioniero nero rilasciato da pochissimo, è confuso e infelice. Ha appena scoperto che la moglie è morta in un incidente, assieme al migliore amico di entrambi, e i due avevano una tresca. Viene importunato da un certo Mr. Wednesday, sinistro impiccione che sembra conoscere a menadito le sue disgrazie recenti e gli offre un lavoro: qualcosa tra l’assistente e la guardia del corpo. Si ritrova in mezzo a una faida tra vecchie e nuove divinità. Da una parte gli dèi della mitologia classica, nordica, induista, slava, egizia, africana, pellerossa, con la speciale partecipazione della Regina di Saba. Dall’altra gli dèi della contemporaneità: la tecnologia e i media, in tutte le loro incarnazioni. Gli antichi vogliono togliere per rendere devoti, i nuovi preferiscono dare per rendere riconoscenti. Litigano per accaparrarsi le preghiere degli umani, senza le quali svanirebbero.

  

Leggi qui la recensione della prima serie di Mariarosa Mancuso

Dèi e supereroi

Il vangelo secondo Neil Gaiman è perfetto per il formato serie tv. Il cinema non era abbastanza

 

Alla fine della stagione, Mr. Wednesday, che poi è Odino, vuole radunare quanti più antichi dèi possibile per muovere guerra contro i nuovi dèi. Con lui c'è ovviamente Shadow, accompagnato dalla moglie morta Laura (Emily Browning) e dal leprecauno Mad Sweeney (Pablo Schreiber). L'improbabile quartetto si dirige verso la House on the Rock per incontrare le altre divinità e convincerle a scendere in battaglia. La seconda stagione ricomincia da qui. E da una delle scene più memorabili ed evocative del romanzo: quella del carosello degli dèi, quella riunione onirica difficilissima da adattare sullo schermo. E, almeno questa, pare sia una delle (poche) cose davvero ben riuscite della nuova stagione.

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