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Da Gabanelli a Ranucci: vent'anni di propaganda anti vaccini

Quelle ben poco casuali omissioni nelle perniciose inchieste di Report

Luciano Capone

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capone@ilfoglio.it

18 Aprile 2017 alle 20:31

Da Gabanelli a Ranucci: vent'anni di propaganda anti vaccini

Sigfrido Ranucci in un frame dalla puntata di Report del 17 aprile 2017 (via RaiPlay)

Roma. “Questa inchiesta non è contro l’utilità dei vaccini”, è stato il preambolo di Sigfrido Ranucci al servizio di Report contro il vaccino anti papilloma virus (Hpv), impiegato per combattere lo sviluppo del cancro del collo dell’utero. Una premessa che ricorda quella che spesso viene fatta da chi ce l’ha con gli extracomunitari: “Non sono razzista, c’ho pure un amico negro, però questi stranier…”. La trasmissione di Rai 3 ha fatto un mischione in cui denuncia l’assenza di trasparenza dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco per la la mancata vigilanza sui vaccini anti Hpv, che causerebbero reazioni avverse e danni molto gravi. A supporto ci sono le testimonianze di alcune ragazze, che raccontano di essersi ammalate dopo la vaccinazione, ma nessuno lo dice perché le autorità sarebbero poco trasparenti, condizionate dalla potenza economica di Big Pharma, come denuncia un gruppo di ricercatori “indipendenti” danesi (perché tutti gli altri sono dipendenti) e una coraggiosa ricercatrice italiana in uno studio “indipendente” (c’è sempre un genio incompreso in Italia messo ai margini dalla lobby degli scienziati). Siamo di fronte a una delle classiche notizie “che nessuno vi dice”.

La puntata anti-vaccinista di Report fa infuriare tutti

Critiche sulla trasmissione che parla di presunti effetti collaterali causati dal vaccino contro il papilloma virus. Lorenzin: “Grave disinformazione”. La difesa del programma: “Mai detto che non servono”

Ma se nessuno le dice, molto spesso è perché sono sciocchezze. Infatti, la Società italiana di virologia ha immediatamente replicato con un duro comunicato: “La trasmissione Report riguardante il vaccino contro il papilloma virus, andata in onda ieri in prima serata su Rai3, ha rappresentato un grave atto di disinformazione – scrive il prof. Giorgio Palù – Le evidenze scientifiche mostrano in maniera inoppugnabile come il vaccino anti-Hpv sia dotato di un ottimo profilo di sicurezza e di una straordinaria efficacia nel ridurre in maniera drammatica l’incidenza dell’infezione da Hpv e delle lesioni precancerose nei vaccinati. Queste condizioni sono entrambe necessarie per lo sviluppo del cancro del collo dell’utero e di altre neoplasie”. Roberto Burioni, il popolare immunologo che difende i vaccini dalle fake news, ha commentato in maniera ancora più diretta: “Report ha dato spazio a teorie prive di base scientifica, a individui senza alcuna autorevolezza e ha mescolato sapientemente possibili tangenti e ipotesi non confermate per ottenere un effetto abominevole: instillare timore nei confronti di una pratica medica sicura, efficace ed in grado di salvare migliaia di donne da una morte atroce”.

 

Le fonti utilizzate da Report non sono state le società scientifiche, bensì i “ricercatori indipendenti”. Tipo la signora Antonietta Gatti, che avrebbe pubblicato uno studio sulla “contaminazione” da “nanoparticelle” di “metalli pesanti” in diversi vaccini: piombo, alluminio, cromo, magnesio, rame, stagno. Quello che non viene detto agli ascoltatori è che lo “studio” della Gatti ha un valore scientifico pari pressoché a zero e soprattutto Report omette di nominare il coatuore dello studio della Gatti, che è poi il marito Stefano Montanari, un eroe del popolo antivaccinista noto alla fauna del sottobosco internettiano per essersi occupato di scie chimiche e di una strana vicenda di un microscopio donatogli da Beppe Grillo per ricercare nanoparticelle negli inceneritori. Si tratta di particolare importante, perché o a Report nella loro approfonditissima inchiesta non si sono neppure resi conto di chi avevano di fronte o erano consapevoli di essersi affidati a un personaggio screditato e l’hanno omesso.

 

D’altronde non sarebbe neppure la prima volta. Perché Report, sempre in versione “noi non siamo contro i vaccini ma…”, negli ultimi 20 anni ha già prodotto almeno un paio di “inchieste” contro i vaccini. Nel 1998 nella puntata “Il virus dell’obbligo”, dove il pericoloso virus era quello dell’obbligo vaccinale, Report associava alle vaccinazioni obbligatorie reazioni e danni gravissimi, che andavano dalla diffusione delle allergie nella popolazione fino alla morte, passando per lesioni cerebrali e altre terribili malattie. Tutte affermazioni senza alcun riscontro scientifico e basate sulle speculazioni di personaggi un po’ così. Allora la trasmissione di Milena Gabanelli ascoltò come “ricercatore indipendente” contrapposto alla “medicina ufficiale” Massimo Montinari (quasi omonimo di Montanari), attualmente medico della polizia e guru del movimento antivaccinista, un personaggio che negli anni ha diffuso pericolose teorie contro i vaccini, creandoci sopra un fiorente business fatto di visite, cure farlocche e consulenze nei tribunali. Proprio da una sua perizia partì, qualche anno fa, l’assurda inchiesta della procura di Trani sulla correlazione tra vaccini e autismo.

 

Questo giornalismo d’assalto, che ha anticipato metodi e tematiche del grillismo, ama sventolare il “principio di precauzione” contro i vaccini, ma poi nelle proprie “inchieste” lancia allarmi avventati basandosi sulle affermazioni dei primi che capitano.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    19 Aprile 2017 - 11:11

    al " Non sono razzista......però.." di Luciano Ccapone aggiundo la splendida battuta di un trio di comici napoletani di molti anni fa " Io non sono razzista sono loro a essere napoletani ".Questa la logica di questa zavorra che denuncia anche il sorgere del sole come mistificazione

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  • luigi.desa

    19 Aprile 2017 - 10:10

    Dire che in queste 'denuncie' c'è sempre un pizzico di malizia è esagerato ? L'espressione corretta è un 'altra ma i destinatari potrebbero prendere cappello e indignarsi e gridare che la libertà di parola è violata al bavaglio e correre ad aggrapparsi alla toga di un giudice forse quello che ha assolto Erri De Luca che pure non l'aveva raccontata giusta . Gli è che uno disse che avrebbe dato la vita per permettere ad un altro di avere la libertà di esprimere il proprio pensiero un altro disse pure che quante volte in nome della libertà si commettono crimini. O no?

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  • maurizio guerrini

    maurizio guerrini

    19 Aprile 2017 - 10:10

    Senza entrare nel merito della questione, ritenendomi ignorante in materia e non correttamente informato dall'incompetenza dei media e dalla confusione generata, forse anche voluta o sponsorizzata, fra i diversi tipi di vaccino, mi limito a rilevare in questo dibattere la componente di ribellione all'inevitabile e necessario protocollo sanitario che ci rende simili ai tacchini di allevamento. Evidentemente pensavamo che la scienza ci portasse alla libertà assoluta e la diversa percezione della realtà ci rende tutti un po nervosi.

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  • Giovanni

    19 Aprile 2017 - 08:08

    Leggo oggi che gli Stati Uniti hanno inserito l'Italia nell'elenco dei paesi a rischio per il morbillo consigliando i propri cittadini ad estrema prudenza e "sic" ad evitare contatti corporei. Naturalmente reputo eccessiva una scelta del genere e tuttavia non posso non considerare come per colpa di un discreto numero di imbecilli e dei criminali incoscienti, giornalisti, politici e qualche sparuto operatore sanitario, che li incoraggiano, ne vada di mezzo l'immagine del nostro paese che è ai vertici mondiali per quanto riguarda l'assistenza sanitaria, la ricerca farmacologica e l'altissimo livello di longevità. E visto che la situazione sta diventando veramente allarmante sia sul piano sanitario sia sul piano dell'immagine internazionale chiedo che il governo introduca provvedimenti che vietino l'iscrizione scolastica ai bambini non vaccinati o comunque la loro immissione solo in classi separate in modo da non costituire un pericolo per gli altri alunni

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