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L'analisi
Il progetto del Canadair italiano per ora fa volare solo l'entusiasmo
L'annuncio dell'aereo anfibio di ultima generazione, WF-X Waterfall, ha avuto ampia eco, ma ci sono quattro criticità: l'affidabilità della 19-01 Holding, la portata delle ricadute economiche, i tempi (lunghi) del progetto e la concentrazione di esponenti di FdI nel gruppetto degli amici dell’idrovolante
Miracolo a Gorizia. Dopo le indiscrezioni dei giorni precedenti è arrivata la conferma ufficiale con una conferenza stampa organizzata dal sindaco Rodolfo Ziberna e zeppa di politici di Fratelli d’Italia. E’ nel capoluogo dell’Isontino che si dovrebbe assemblare l’idrovolante antincendio che prenderà il posto del mitico Canadair e stavolta con bandiera italiana. I numeri sciorinati sono da sballo: un miliardo di investimenti, 1.200 dipendenti diretti e un indotto stimato in 9 mila indiretti, un impatto sul pil friulano addirittura di 5 miliardi. Quasi un’altra Fincantieri per l’economia della regione. In codice il progetto si chiama WF-X Waterfall e si tratta di un aereo anfibio di ultima generazione destinato nelle intenzioni a mutare le gerarchie internazionali del mercato. A differenza del Canadair è una sorta di bombardiere d’acqua capace di sganciare 12 tonnellate di liquido in 3 secondi. La produzione dovrebbe essere realizzata in Italia per il 75 per cento, il resto importato dagli States. Il progetto ha conosciuto dal 2011 una lunga incubazione, lo scorso anno sembrava che la scelta dell’insediamento di assemblaggio fosse Cuneo ma poi non se ne è saputo più niente. Deus ex machina della nascita del nuovo idrovolante italico è Renato Sacchetti, 52 anni, marchigiano, via via imprenditore e consulente aeronautico con un curriculum in cui spicca una lunga esperienza a Hong Kong. E ora ceo e fondatore della 19-01 Holding, il veicolo societario, con sede a Roma, che dovrebbe fare da apripista di tutta l’operazione.
A festeggiare l’annuncio ufficiale un gruppo di persone legate da antiche consuetudini: il sindaco Ziberna e il suo amico da venti anni ovvero il presidente della Snam, Alessandro Zehentner (presente però a titolo personale), l’onorevole Elisabetta Gardini (madrina del progetto e amica di lunga data di Sacchetti) e il ministro Luca Ciriani. Assente (dicesi giustificato) il governatore Massimiliano Fedriga. Proprio in virtù dei legami che intercorrono tra loro, i protagonisti dell’operazione sarebbero riusciti a preparare tutto in gran segreto, con l’obiettivo dichiarato di estromettere il Piemonte e anche la Francia, che sarebbe stata ben felice di poter attrarre l’investimento e scipparlo all’Italia. Naturalmente le ricadute economiche del business sono state al centro dei vibranti discorsi degli amministratori locali che le hanno raccontate come una sorta di rinascimento dell’Isontino grazie al varo di una Air Valley friulana e alla rivitalizzazione dello scalo aereo di Gorizia. E di conseguenza al battesimo della zona come distretto dell’aeronautica antincendio non solo nazionale. Il sindaco forzista Ziberna si è sporto più in là e ha preannunciato per il territorio isontino “case da locare o vendere, lavoro per tutti gli artigiani e tutti i commercianti”. Case per gli ingegneri, i matematici e gli esperti in cybersicurezza da assumere in gran quantità. Uno scroscio di pil praticamente a costo zero, visto che Sacchetti ha dichiarato che l’investimento sarà totalmente privato e che i soldi pubblici – locali o nazionali – saranno i benvenuti ma non condizioneranno la partenza del progetto. La scelta sarebbe caduta su Gorizia quindi non perché il Friuli-Venezia Giulia, in virtù della sua autonomia, ha maggiori possibilità di spesa ma perché l’aeroporto della città permetterebbe soluzioni ottimali in termini logistici e di connessioni.
Detto dei progetti e degli entusiasmi, l’unica e vecchia domanda da porsi in questi casi è se sia davvero tutto oro quello che luccica. L’annuncio ha avuto ampia eco sia sui giornali del territorio sia sui social. E non sono mancati gli scettici. Quattro le criticità sottolineate: a) l’affidabilità di 19-01 Holding; b) la portata delle ricadute economiche sul territorio giudicata propagandistica; c) i tempi (lunghi) del progetto; d) la concentrazione di esponenti di FdI nel gruppetto degli amici dell’idrovolante. Le visure camerali della holding non sono infatti un gran biglietto da visita per aggregare soci e attirare investitori: capitale sociale minimo, dipendenti zero e bilancio in rosso nel 2024. Non proprio una multinazionale. Sui tempi, ad apparire assai lontana è la data del 2032 per l’uscita del primo velivolo (nel progetto di Cuneo era prevista per il 2028) e quella dello stesso 2028 per la mera apertura della sede a Gorizia.
Sacchetti alle domande dei giornalisti ha risposto che di fatto 19-01 sarà solo un aggregatore di aziende/capitali e che però avrà fornitori di prestigio come l’emiliana Dallara. Dulcis in fundo la politica e un aiuto a capire la portata degli entusiasmi: a Gorizia si voterà per il rinnovo del sindaco ma Ziberna, avendo già espletato due mandati, guarderebbe con favore a uno scranno a Montecitorio o palazzo Madama. Il ministro Ciriani, dal canto suo, aspetta che scada Fedriga per proporsi come suo successore. Zehentner, infine, ha tentato invano un paio di volte di entrare da deputato nelle aule di Strasburgo e Roma ma adesso pare abbastanza soddisfatto del posto da presidente della Snam che FdI gli ha generosamente riservato.
screenshot. cose dai nostri schermi
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