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Il candidato più odiato dall'intelligenza artificiale
Il dem Alex Bores ha sostenuto una proposta di legge che chiedeva alle grandi aziende di AI di rispettare alcune regole minime di sicurezza. Ora I miliardari della tecnologia lo accusano di essersi arricchito sviluppando software usati dall'Ice per le deportazioni.
Nelle metropolitane di New York sono comparse nelle ultime settimane delle pubblicità che accusano un politico locale di essersi arricchito sviluppando software usati dall'Ice per le deportazioni. A prima vista, potrebbe sembrare la classica campagna progressista contro un esponente dell'apparato repressivo trumpiano: e invece hanno come bersaglio un candidato del partito democratico che è diventato il principale bersaglio di un pezzo di Silicon Valley.
A pagare per quelle inserzioni è stato un super Pac, un comitato elettorale che raccoglie soldi per supportare candidati politici con un certo allineamento, chiamato Leading the Future e nato lo scorso agosto. Ad oggi ha già raccolto 125 milioni di dollari da investire in campagne come questa, grazie ai contribuiti di Andreessen Horowitz, Greg Brockman (cofondatore di OpenAI, che ha anche donato al super Pac trumpiano MAGA Inc.), Joe Lonsdale (cofondatore di Palantir), il fondo di investimento SV Angel e Perplexity, un’azienda che si occupa di intelligenza artificiale. Non esattamente un collettivo di attivisti progressisti, quindi.
Il politico al centro dei loro interessi si chiama Alex Bores, è membro dell'assemblea generale dello stato di New York e candidato al Congresso per il dodicesimo distretto, in quota democratica. E il motivo per cui questi miliardari della tecnologia hanno deciso di spendere soldi per fermarlo è, tutto sommato, abbastanza banale: Bores ha sostenuto una proposta di legge che chiedeva alle grandi aziende di AI di rispettare alcune regole minime di sicurezza.
La legge in questione si chiama Raise Act e prevede che i laboratori AI e le aziende con un fatturato superiore ai 500 milioni di dollari rendano pubblici i loro piani di sicurezza, li rispettino e denuncino gli incidenti gravi causati dai loro modelli. Insomma, un tentativo di aumentare la sicurezza in un ambito che finora non ha avuto alcun freno: una mossa più che sufficiente per scatenare la furia del settore tecnologico, che non vuole nessun tipo di regolamentazione, nemmeno la più blanda. Il Raise Act è stato respinto non perché fosse troppo severo, “all’europea”, ma semplicemente perché esiste e ha provato regolamentare ciò che non dev’essere toccato.
Prima di New York, anche la California aveva provato una strada simile, suscitando reazioni altrettanto aggressive da parte del settore AI. Il quale può contare sulla vicinanza dell’amministrazione di Donald Trump, che pochi mesi fa ha firmato un ordine esecutivo per riservare al governo federale l'esclusiva sulla regolamentazione dell'AI, sottraendo agli stati la possibilità di legiferare in materia. Finché l'amministrazione attuale è in carica, quindi, il rischio che una qualsiasi norma passi a livello federale è praticamente pari a zero.
A rendere Bores un caso particolare è anche il suo passato: prima di entrare in politica, ha lavorato per alcune startup e addirittura per Palantir, la stessa azienda che ora finanzia la campagna mediatica contro di lui. Palantir non è un’azienda qualsiasi ma una delle più controverse del paese: nata nel 2003, si occupa di analisi di dati per società private ma anche per gli eserciti e le forze di polizia di mezzo mondo. A tal proposito, Bores sostiene di essersi dimesso nel 2019 proprio quando l'azienda ha cominciato a collaborare con l'Ice, per protesta.
Per attaccare Bores Leading the Future ha quindi scelto di partire da questo suo precedente lavorativo, sapendo di poter contare, specie tra i democratici, nell’avversione degli elettori per l’Ice e i suoi abusi. Bores, invece, ha saputo reagire: ha trasformato l'attacco in un vantaggio elettorale, convertendo il suo status di politico più inviso alle aziende tecnologiche in un titolo di merito.
Bores è quindi un banco di prova per una nuova battaglia politica che si giocherà con super Pac simili, di cui Leading the Future non è l’unico esempio: Meta, infatti, ne ha da poco creato uno, l’American Technology Excellence Project, per proteggere gli investimenti sulle AI in California. Gruppi di potere che hanno accesso a patrimoni pressoché infiniti e notevoli connessioni politiche, e che nel prossimo turno elettorale difenderanno i loro interessi, sia per quanto riguarda la sicurezza delle AI che per gli investimenti in corso per la costruzione di data center.