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"Esperienza anni '90"
La Sapienza sotto attacco hacker: l'università torna all'era analogica
Carta, penna e post in: un attacco ransomware costringe uno degli atenei più grandi d'Europa a riorganizzarsi mentre sono in corso lezioni ed esami. "È tutto un gran casino ma funziona", dicono gli studenti. Il ripristino dei servizi essenziali atteso nel giro delle prossime ore
"È quasi un'esperienza da anni '90. Siamo tornati tutti a utilizzare carta e penna. Ha un certo fascino, ma dall'altro lato questa situazione mette in luce che i sistemi informatici dell'ateneo, e non solo, non sono abbastanza sicuri. Siamo preoccupati". Carta, foglietti e post-it. La Sapienza torna indietro quasi di trent'anni. Da lunedì scorso uno dei più grandi atenei europei è sotto scacco di alcuni hacker che ne hanno paralizzato i sistemi informatici. E la situazione sembra essere molto seria (ricordare il precedente a Roma Tre). Da quattro giorni è impossibile usufruire di tutti i servizi web per prenotare esami, verbalizzare voti o pagare le rate. E ora l'università si è dovuta ri-adattare a una vita analogica.
Cos'è successo
Da quattro giorni i tecnici della Sapienza sono al lavoro insieme all'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) per risolvere quello che, già da lunedì, è stato definito un "attacco informatico". Nello specifico, un attacco ransomware. "Si tratta di un attacco che ha cifrato i dati del funzionamento dei sistemi, e quindi dei server di molti client", ha spiegato ieri a Rai Radio 1 l'ammiraglio Gianluca Galasso, capo del Servizio operazioni e gestioni delle crisi cyber dell'Acn. In altre parole, gli hacker hanno reso illeggibili dei dati critici e i file del server della Sapienza, rendendo inutilizzabili le infrastrutture informatiche dell'ateneo (i client).
Al momento non ci sono rivendicazioni pubbliche, ma il sospetto è che dietro ci sia un gruppo di hacker filorussi. La provenienza potrebbe essere confermata dal modo con il quale hanno agito nell'attaccare il sistema, simile a quelli utilizzati in altri paesi europei. Fonti qualificate confermano al Foglio che i tempi di risoluzione saranno lunghi, ma per i servizi principali ed essenziali potrebbero essere dell'ordine di poche ore. La conferma è arrivata anche attraverso l'ultima comunicazione dei tecnici che si stanno occupando del problema.
Esiste poi una "ransome-note", un "messaggio" lasciato dagli hacker dopo l'attacco, ma non si conoscono i dettagli del contenuto e non si conosceranno a breve: i sistemi sono fermi anche per iniziativa dei tecnici, lo scopo è arginare la propagazione del malware.
L'università si riorganizza
Le attività accademiche continuano. Anche se le scadenze per le tasse e per l'iscrizione all'Erasmus sono state prorogate a data da destinarsi. Lungo le vie di piazzale Aldo Moro, la sede della città universitaria a Roma, spuntano infopoint fisici. Come spiegano alcuni universitari, l'ateneo ha istituito delle strutture con personale dedicato che aiuterà gli studenti a raccogliere le informazioni che fino a lunedì erano reperibili sul web. Ce n'è uno per ogni edificio (circa uno per ogni facoltà).
"Sono veri e propri infodesk", ci spiega Irene Vinattieri, coordinatrice di Sinistra universitaria e rappresentante degli studenti. "C'è ancora molta confusione, ma le cose sembrano funzionare bene", dice al Foglio. La "fortuna" degli iscritti è che l'attacco è avvenuto in un periodo relativamente tranquillo: durante la sessione d'esame. "Le date sono state confermate e chi non è riuscito a prenotare potrà presentarsi direttamente all'appello", spiega ancora la rappresentante. I voti però saranno verbalizzati alla vecchia maniera: con carta e penna.
Negli infopoint il personale della Sapienza ha file excel con scritto date, aule e gli orari di tutti gli esami del corso. Pile di fogli excel. "Hanno cartelle divise per materie ed esami, sopra sono appuntate le informazioni necessarie", racconta uno studente. Tra gli universitari c'è chi collabora per raccogliere date e scadenze degli esami in modo da creare un calendario fisico, esterno da quello del sistema dell'ateneo momentaneamente offline.
"Alcuni infopoint sono anche online e si accede con delle videocall", dice un altro rappresentante, Luca Tallarico, di Azione universitaria. "Collaboriamo tutti e chiederemo di essere informati dai vertici su quanto sta accadendo", continua. "Un fatto del genere impone anche una riflessione sulla vulnerabilità dei nostri sistemi informatici e cosa si potrà fare per proteggerli meglio in futuro".
I rappresentanti degli studenti sono stati convocati già lunedì dalla rettrice per una riunione che ha messo tutti al corrente della situazione. "Ma ora è complicato continuare a mantenere un'informazione capillare", dicono ancora i ragazzi. "Alcuni studenti sono disorientati, è nostro compito aiutare il più possibile tutti e diffondere attraverso Instagram e i canali Whatsapp le informazioni necessarie". Quindi, sì all'analogico, ma fino a un certo punto. Le associazioni si sono messe in moto. "Non è facile come si pensa. Le informazioni ci mettono più tempo ad arrivare. Un'attesa che nessuno di noi è abituato a sostenere". Tutto si rallenta. Tutto è "un gran casino". Ma funziona.
"Noi stiamo reagendo. I ragazzi sono estremamente collaborativi", dice al Foglio Maria Cristina Marchetti, direttrice del dipartimento di Scienze politiche. "Gli esami si svolgono, la sessione procede. Questo è l'aspetto che sta andando meglio". Per i professori? "Il problema riguarda bandi o concorsi, legato alle scadenze. Non possiamo accedere ai documenti Sapienza", spiega. Ma anche lei è ottimista: "Penso che sia un periodo di grande riflessione. In merito alla sicurezza informatica, ma anche in merito alla digitalizzazione senza freni che si porta avanti. Ne faremo una grande esperienza", dice.
E le responsabilità? Non è questo il tempo di fare polemica, dicono i ragazzi. Serve collaborazione. "Ma è difficile non pensare a come anni di definanziamenti pubblici alle università abbiano a che fare con questa situazione", ammoniscono da Sinistra universitaria. "Una riflessione che porteremo avanti quando l'emergenza sarà finita", dicono. Ora l'obiettivo è continuare a far andare avanti la didattica. Per tutto il resto il tempo si troverà.