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La Corte del Lussemburgo dice che non possiamo affidare dati all’America

Il caso di Max Schrems, che ha denunciato Facebook. Ecco chi schianta gli scambi digitali Usa-Ue

Eugenio Cau

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cau@ilfoglio.it

17 Luglio 2020 alle 06:12

La Corte del Lussemburgo dice che non possiamo affidare dati all’America

foto LaPresse

Milano. Max Schrems era poco più che un ragazzo nel 2013, quando intentò un’azione legale contro Facebook a seguito delle rivelazioni di Edward Snowden sull’apparato di sorveglianza degli Stati Uniti, e con quell’azione legale sconquassò le politiche digitali dell’Unione europea, e un po’ anche degli Stati Uniti. Ora Schrems, nato in Austria, è un uomo di 32 anni, anche se ha ancora la faccia da ragazzo, ed è uno degli attivisti per la privacy più importanti del mondo. Ha scritto...

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Eugenio Cau

Eugenio Cau

E’ nato a Bologna, si è laureato in Storia, fa parte della redazione del Foglio a Milano. Ha vissuto un periodo in Messico, dove ha deciso di fare il giornalista. E’ un ottimista tecnologico. Per il Foglio cura Silicio, una newsletter settimanale a tema tech, e il Foglio Innovazione, un inserto mensile in cui si parla di tecnologia e progresso. Ha una passione per la Cina e vorrebbe imparare il mandarino.

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Commenti all'articolo

  • branzanti

    17 Luglio 2020 - 07:44

    Certo che l'Europa non deve fidarsi degli Usa. La protezione dei dati personali da loro è inesistente e le agenzie di controllo e repressione, come Cia e Nsa, possono disporne senza alcun limite. La Corte di Lussemburgo ha stabilito un principio chiaro e pienamente coerente con lo spirito della democrazia e che scava un ulteriore solco transatlantico.

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