Apple ha progetti grandiosi (e piani diabolici) per conquistare musica e tv

Redazione
Il prossimo gigante dello streaming online ha una faccia nota

Roma. “Questi sono tagliagole”, ha detto questa settimana a The Verge un discografico americano che ha chiesto, comprensibilmente, di rimanere anonimo. Non si riferiva, il discografico, ai pirati digitali che da vent’anni devastano il business della musica, alle pretese assurde degli artisti o alle cattive compagnie dei rapper. I nuovi tagliagole che si aggirano per le sedi delle case discografiche americane sono i manager di Apple, e la notizia è che Cupertino ha grandi piani per il mondo dell’intrattenimento – e progetta in maniera diabolica la rovina dei suoi concorrenti.

 

Apple domina il mercato dei device. I suoi iPhone e i suoi MacBook segnano un nuovo standard industriale ogni anno, e il ceo Tim Cook ci convincerà presto (in molti qui sono già persuasi senza bisogno d’aiuto) a legare uno smartwatch al polso. Le case dell’occidente – e sempre più in Cina, viste le ultime trimestrali – sono piene di oggetti con la mela, e per Cupertino il prossimo passo è decidere anche i contenuti che passeranno sui nostri device. Per questo, secondo tutti gli Apple watcher, al Wwdc di San Francisco, la conferenza per gli sviluppatori di Apple che si terrà il prossimo mese, Tim Cook annuncerà il debutto della compagnia nel mondo della musica e della televisione in streaming.

 

La traiettoria di Apple nello streaming musicale è iniziata un anno fa, quando nella scorsa edizione del Wwdc Tim Cook annunciò l’acquisto per tre miliardi di dollari di Beats, produttore modaiolo e raffinato di cuffie fondato dal rapper Dr. Dre e dal leggendario produttore Jimmy Iovine. Apple, oltre al business delle cuffie, che oggi fanno bella mostra sui tavoli di legno degli Apple Store, e oltre a Dr. Dre e a Iovine, che sono entrati nel team di Cupertino, ha incamerato con il deal di Beats anche Beats Music, il servizio streaming della compagnia, parte secondaria del business con un modello, quello dell’abbonamento obbligatorio, apparentemente perdente davanti alla concorrenza di Spotify, che garantisce l’ascolto gratuito a patto di sopportare un po’ di pubblicità tra una canzone e l’altra. Con iTunes, Apple ha grande successo nel mercato del download digitale, ma i suoi numeri sono in calo, rosicchiati dallo streaming. Per questo nell’ultimo anno si è mossa molto per rilanciare Beats Music, che dovrebbe chiamarsi Apple Beats. Sta facendo assunzioni dal mondo della musica e della radio, tra questi il dj Zane Lowe e alcuni manager di spicco di Bbc Radio, e sta cercando di creare una scuderia esclusiva di artisti. Kayne West avrebbe rifiutato un’offerta milionaria perché già impegnato con Tidal di Jay-Z (lanciato un mese fa, è già un flop leggendario), che ha sotto contratto altri artisti come Beyoncé e Madonna, ma i buoni servizi di Dr. Dre e di Jimmy Iovine, insieme ai miliardi di dollari a disposizione di Cook, dovrebbero fruttare ad Apple qualche esclusiva. Il passo più importante del rilancio di Beats, però, passa attraverso gli accordi con le case discografiche. E’ qui che si muovono i tagliagole di Apple.

 

Secondo The Verge, che ha pubblicato uno scoop pochi giorni fa, Apple sta facendo pressioni forsennate sulle case discografiche in parte per ottenere i loro cataloghi musicali – compito facile, erano già a disposizione di Beats Music – e soprattutto per distruggere il modello gratuito con pubblicità (freemium) di Spotify. Apple pretende che i discografici rescindano i loro contratti di ascolto gratuito con Spotify e alcuni altri servizi di streaming. Beats sarà un servizio esclusivamente in abbonamento, e Apple vuole eliminare i concorrenti freemium. Spotify ha 60 milioni di utenti, ma di questi solo 15 pagano per un abbonamento. Dei 45 milioni rimasti, molti abbandonerebbero se la possibilità di ascoltare musica gratis finisse, e per Beats si aprirebbe un mercato notevole. Ma la guerra non è solo contro Spotify: è tutta la musica gratis su internet che Apple vuole eliminare. Sempre secondo The Verge, la compagnia cerca di convincere a suon di milioni i discografici della Universal a ritirare la loro musica anche da YouTube. La Commissione federale per il commercio americana e l’Antitrust dell’Unione europea hanno già avviato delle indagini per capire se le pressioni di Apple sui discografici sono legali o meno. Apple ha dei precedenti sfavorevoli (una condanna in America per aver fatto cartello con gli editori letterari contro Amazon), ma per i tagliagole di Cupertino è il risultato che conta.

 

[**Video_box_2**]Gli uomini di Tim Cook stanno facendo lo stesso lavoro di pressioni e accordi esclusivi anche con i produttori televisivi. Oltre a Beats, al Wwdc di giugno Apple dovrebbe presentare anche una nuova Apple Tv, la scatoletta che si collega al televisore e consente di mandare in streaming film e serie tv. L’Apple Tv è uno dei prodotti di minor successo di Cupertino, soprattutto perché l’eccellente hardware non è accompagnato da una buona offerta di contenuti e di canali, e Cook ha deciso di rilanciare con un servizio tv che è stato definito “cablekiller”, capace di distruggere la tv via cavo americana. Così, insieme all’Apple Tv, Tim Cook dovrebbe presentare nei prossimi mesi in America un vero servizio televisivo online dotato di 25 canali live e di una gigantesca libreria di contenuti on demand, per tagliare le gambe al tempo stesso alla televisione tradizionale e a servizi online come Netflix. A marzo il Wall Street Journal parlava di accordi vicini a essere firmati con le tv americane Abc, Cbs e Fox, e di discussioni in corso con Disney e Time Warner – Hbo, tv del gruppo Time Warner che produce, tra gli altri, “Il Trono di Spade”, ha già annunciato un accordo di distribuzione esclusiva via streaming con Apple Tv. Jeffrey Bewkes, ceo di Time Warner, pochi giorni fa si è detto “piuttosto sicuro” che Apple lancerà la sua tv.

 

Se le previsioni sono giuste, di qui a qualche mese potremmo trovarci con un nuovo gigante dell’intrattenimento via streaming, l’unico, finora, che offre contemporaneamente musica e televisione, e viste le dimensioni e l’influenza di Apple questa potrebbe essere una rivoluzione in un mercato fatto di compagnie affermate, come Spotify e Netflix, ma relativamente piccole. Per Apple, inoltre, sarà la chiusura del cerchio, perché il ciclo vitale dell’intrattenimento sarà tutto pensato a Cupertino. Scorreremo le canzoni della nostra playlist o l’elenco dei canali tv sul nostro Apple Watch, mentre con le cuffie di Beats collegate all’iPhone ascolteremo o guarderemo lo streaming della mela.

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