L'8 marzo delle donne normali

Contro le ideologhe dello sciopero rosa

8 Marzo 2018 alle 16:35

L'8 marzo delle donne normali

Foto LaPresse

Incrociate le braccia e serrate le gambe: si potrebbe riassumere così lo slogan delle pasionarie che per l'8 marzo hanno pensato bene di indire uno sciopero rosa. "Astenersi da ogni attività produttiva e riproduttiva", non è uno scherzo. E' ideologia, risentimento contro il maschio, una roba che le donne normali, quelle che oggi meritano di essere festeggiate, semplicemente non comprendono.

 

Stamane, dopo l'alterco mattutino su Canale 5 a proposito del reddito di cittadinanza (in provincia di Bari i Caf sono stati presi d'assalto dai cittadini che hanno votato il M5S e adesso esigono il reddito di cittadinanza), ho realizzato che è l'8 marzo, la festa delle donne. Allora ho mandato un messaggio di auguri, via Whatsapp, al mio caro amico ('Auguri, è la nostra festa'), e lui ha ricambiato con la dolcezza che gli appartiene. Sapevo che avrebbe gradito. Perché oggi è la festa delle donne, di chi è nata donna e di chi si sente tale. E' la festa delle donne normali che ogni giorno si svegliano, sorseggiano il caffè e affrontano una nuova giornata per inseguire i propri progetti, far crescere i figli, andare a lezione di yoga, innamorarsi e poi chissà. Sono le donne che adorano un weekend al mare o una passeggiata in montagna, tanto basta per trovare sollievo dagli affanni quotidiani. Le donne che preparano la cena mentre caricano la lavatrice e controllano le email ('per l'ultima volta, promesso, poi spengo'). Le donne che difficilmente voterebbero per quelle finte paladine che, dopo aver costruito carriere politiche su roboanti proclami in nome della parità di genere, si fanno candidare dai colleghi uomini in dieci collegi diversi per far entrare in Parlamento altrettanti uomini. Sono le donne che badano ai fatti, non alle parole.

 

Il mio augurio a ciascuna di loro: fatevi belle e festeggiate come potete. Ma festeggiate.  

Annalisa Chirico

Classe 1986. Dottorato in Teoria politica alla Luiss Guido Carli, apprendistato pannelliano e ossessione garantista. Scrive di giustizia, politica e donne. "Siamo tutti puttane - Contro la dittatura del politicamente corretto" è il titolo del suo bestseller. Sul suo profilo Facebook si legge la seguente frase: "La mente è la mia chiesa, i tacchi il mio paracadute". Presiede Fino a prova contraria - Until proven guilty, il movimento cool per una giustizia giusta ed efficiente.

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Commenti all'articolo

  • maropadila

    09 Marzo 2018 - 18:06

    A prescindere dalla falsa notizia sull'assalto ai CAF (smentita proprio da "Il Foglio"), sarei d'accordo sulla festa delle donne "normali", se non fosse che, per me, tutte queste feste politicamente corrette sarebbero da abolire. Quanto a "me too", le artiste potevano rifiutare gli assalti maschili e denunciarli quando li hanno subiti e non a distanza di anni; eh, ma la carriera!

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  • Jean Santilli

    Jean Santilli

    08 Marzo 2018 - 20:08

    Una volta, le donne incrociavano le gambe contro la guerra, per la Vita. Non parlo del diritto a dire stupidate pro e contro l’aborto. Ha da veni’, Lisistrata. Il Patriarcato aveva già sconfitto la Civilizzazione della Donna (non ho scritto matriarcato): il mezzo storico con cui s’impose l’Ordine Nuovo fu la violenza di genere eppure Lisistrata e compagne non si batterono per migliorare uno statuto sociale ma per difendere i figli massacrati da pecorai arricchiti chiamati Patriarchi. Bisognerebbe guardare al tempo degli Eroi, prima di Lisistrata, e usare gli occhiali di Jung per rileggere i miti che “raccontano storie mai avvenute ma che avvengono ovunque, ogni giorno”. Ulisse era uno stupratore; Ercole un femminicida. Ogni giorno, Perseo taglia la gola e stacca la testa du “Medusa”, nome greco che significa “la Protettrice”, cioè la Madre. Lo spiega “Nostra Signora Dea & Il femminicidio degli Eroi” su Academia.edu, un sito accademico di San Francisco

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  • perturbabile

    08 Marzo 2018 - 20:08

    Ma allora è la festa di tutti! Anche le non donne sono cosí! Magari saltano le lezioni di yoga, ma il caffè lo sorseggiano. Auguri anche a queste!

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