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Il Foglio sportivo - That win the best

Il calcio è ancora imprevedibile, ce lo insegna l'Africa

Jack O'Malley

Basta un arbitro straniero per rendere divertente anche una  partita tra due squadre italiane

Veri maestri di onanismo mentale, i giornalisti sportivi mi ricordano a volte quelli che al pub parlano di donne riuscendo al massimo a frequentare la propria madre: succede quando si parla di calciomercato a metà marzo, non avendo più niente da dire sul calcio. Sì, è vero, gli ottavi di finale di Champions sono stati quasi tragici per le squadre inglesi, trasformatesi in atalante e inter qualsiasi, ma almeno non siamo costretti a dare conto di “blitz a Londra per Vicario” o di “offertona a Bernardo Silva” per avere qualcosa di cui scrivere. In attesa della pallosissima pausa per le Nazionali della prossima settimana, aggravata dal fatto che l’assenza di partite viene riempita con la birra analcolica della Champions League femminile, permettetemi di ricordare che se si è schizofrenici non bisogna per forza occuparsi di commentare lo sport: due settimane fa era tutta una corsa a chi si denudava prima per dire quanto fosse avanti il calcio inglese con tutti quei club agli ottavi di finale. E giù di articoloni, reportage, analisi e pipponi sulla programmazione, i settori giovanili, i diritti tv, i giovani, gli stadi, eccetera. Pochi giorni prima ovviamente si parlava di quanto Real Madrid e Barcellona fossero sì piene di campioni e campioncini, ma in fondo un po’ in crisi e senza identità. Ora è tutto un florilegio di servizietti alle fortissime e ingiocabili squadre spagnole, con annesse alzate di sopracciglio sulle inglesi prese a pallonate, tanto che non va bene manco più come si veste Guardiola, per non parlare di un grande classico di ogni primavera: l’elogio del calcio visionario di Farioli, pronto a fallire nel giro di poche settimane. 

L’ansia di dovere arrivare subito a conclusioni generali – manco stessimo facendo un podcast in diretta – brucia anche le ultime dosi di realismo rimaste. Quanti avevano già pronto l’articolone sulla favola del Bødo Glimt ai quarti di finale dopo il 3-0 allo Sporting dell’andata? Ve lo dico io: tutti

Il calcio è ancora uno sport  imprevedibile – talmente imprevedibile che c’è chi vince la Coppa d’Africa con due mesi di ritardo – dipende da variabili impercettibili – un tiro azzeccato al 90esimo, un dribbling sbagliato al limite dell’area, un raccattapalle che ritarda la restituzione della palla quando la squadra che attacca è in vantaggio numerico – esaltare o smontare un intero movimento calcistico sulla base di contingenze che cambiano più in fretta dell’umore di mia sorella Kate O’Malley è come dare la colpa alle lamentele di Leão per la sconfitta del Milan contro la Lazio. 

Comunque potete consolarvi anche voi: il Bologna è ai quarti di finale di Europa League con merito, anche se adesso se la vedrà con l’Aston Villa. E a proposito della sfida contro la Roma, faccio notare che è bastato far dirigere il match a un arbitro straniero e persino una partita tra due italiane è stata divertente. Pensateci. Tanto avrete molto tempo libero nei prossimi mesi.

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