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il foglio sportivo – that win the best
In Europa le italiane non vincono neppure se giocate tra di loro
Kinsky, portiere per caso del Tottenham e bruciato da Tudor, ha un futuro in Serie A. Dove tanto si segna sempre meno
Prima di dirvi cosa penso del tragico turno di Champions League per le inglesi lasciatemi brindare ai due tifosi tedeschi che durante Münster-Herta Berlino sono entrati a volto coperto in campo mentre l’arbitro stava per rivedere un’azione al Var e hanno staccato i cavi di alimentazione della macchina infernale che ha rovinato il calcio: ovviamente non si può fermare la caduta verso l’abisso del progresso e la decisione è stata presa direttamente dalla sala Var. Da una donna. Anche se fa molto anni Novanta, ricapiamola questa cosa: il calcio è uno sport semplice, drammatico e divertente.
Ora che è preda della geopolitica, nella narrazione e non solo, non c’è partita che non venga letta per il suo significato politico più che per la tattica degli allenatori (a proposito, com’è che nessuno ha ancora fatto dodici speciali su Cina-Taiwan – Taipei cinese, sorry – della Coppa d’Asia femminile che si gioca oggi?). Più in crisi di identità di un articolo del Guardian sulla disforia di genere, da troppo tempo sta cercando di capirci qualcosa per non autofagocitarsi a colpi di innovazioni inutili: io spero tanto che ci riesca, anche perché da circa una settimana ho smesso di seguire il rugby.
È vero, le inglesi hanno fatto piangere nel turno d’andata di Champions, ma intanto sono lì, e c’è ancora il ritorno. Ritorno inutile per l’Atalanta (e sì, che belli i tifosi che applaudono nonostante la sconfitta, ma anche quella è una cosa che abbiamo inventato noi) e quasi certamente per il Tottenham, ormai più imbarazzante di un interista che si lamenta degli arbitri.
Chi non ha diritto di parola sulle prestazioni delle inglesi però sono i frequentatori della Serie A: in Bologna-Roma di giovedì sera si è visto con chiarezza che il calcio italiano fa così pena che le italiane in Europa non vincono neanche contro un’altra italiana. Noi ci rifaremo, voi al massimo vi riciclerete esperti di rugby e di baseball dopo la scorpacciata di curling del mese scorso. Manca poco al vostro spareggio mondiale, e già vedo numerosi psicodrammi dietro l’angolo: non passa giorno senza che qualche opinionista spieghi a Gattuso che dovrebbe convocare questo o quel giocatore, pronti a rinfacciarglielo in caso di sconfitta.
Chi difficilmente si riprenderà dallo psicodramma Champions è Kinsky, portiere di riserva del Tottenham schierato completamente a caso titolare contro l’Atletico Madrid da Tudor: tre gol subìti in pochi minuti con due cappelle conclamate, e sostituzione con lacrime annesse dopo 17 minuti. La sua unica speranza è andare a giocare in Serie A, dove le statistiche ci dicono che “si segna sempre meno”. Un campionato finito per un giocatore finito.