Serse Cosmi (foto LaPresse)
in Serie C
La Salernitana ha rimesso in panchina Serse Cosmi perché non vuole più "una squadra che prende pugni senza reagire"
Dopo quattro anni di assenza dalla panchina, l'allenatore perugino torna al calcio giocato. "Dire che sono contento è poco, sono entusiasta di tornare", ha detto dopo aver ricevuto l'incarico
Fermo da quattro anni, da una negativa parentesi al Rijeka, Serse Cosmi pareva ormai destinato a collocarsi ai margini del mondo del calcio: si era trasformato in pungente opinionista televisivo per Mediaset, addirittura capace di portare in giro per l’Italia uno spettacolo teatrale, in mezzo anche un’avventura da dj. Tutto faceva pensare a un addio silenzioso alla panchina. E invece, a sorpresa, l’uomo del fiume torna in sella, chiamato dalla Salernitana per dare l’assalto alla Serie B e scuotersi da un grigiore che negli ultimi due anni ha devastato una piazza che aveva appena pregustato il sapore dolce della Serie A. La promozione diretta è sostanzialmente fuori discussione – la Salernitana è infatti a -14 dal Benevento capolista – ma rimane decisamente vivo l’obiettivo dei playoff, con i campani che sono terzi in classifica. Ritrova, anche se con tonalità leggermente diverse, colori a lui affini: quelli che lo lanciarono ai tempi di Arezzo, nella seconda metà degli anni Novanta, e quelli che lo avvolsero a Trapani, quando la sua carriera sembrava già in flessione e invece giunse a un passo dalla Serie A, perdendo la finale playoff con il Pescara. L’immagine di Cosmi seduto in panchina, disperato, in preda alle lacrime e abbracciato dall’allenatore avversario, Massimo Oddo, aveva fatto il giro d’Italia.
A richiamare Cosmi è stato proprio il direttore sportivo di quel Trapani, Daniele Faggiano, arrivato a Salerno nella scorsa estate: a 68 anni, Cosmi non allena in Italia dallo spezzone di stagione alla guida del Crotone in Serie A, quando non riuscì a evitare una retrocessione che pareva già scritta al momento del suo arrivo. Comincia da una sfida complicata, quella contro il Catania secondo in classifica, mentre alle spalle premono Cosenza e Casertana. E fa sorridere che la sua firma con la Salernitana arrivi a una manciata di giorni da quella di un altro bucaniere delle panchine italiane, Davide Ballardini, che si è accasato a una trentina di chilometri di distanza, ad Avellino, in Serie B.
Nell’immaginario collettivo, Cosmi è rimasto a lungo quello della parodia irresistibile di Maurizio Crozza, eppure, nei momenti migliori, il calcio espresso dalle sue squadre è stato bello ed efficace, come nel periodo di Perugia, quello che l’ha consacrato ai massimi livelli del calcio italiano con una squadra costruita con tanti elementi presi dalle serie minori. Quella della Salernitana è comunque una scommessa, perché un allenatore fermo da quattro anni rimane un azzardo nonostante un curriculum da oltre 700 panchine tra i professionisti: "Dire che sono contento è poco, sono entusiasta di tornare", ha detto Cosmi al momento dell’arrivo a Salerno.
Stando alle parole del ds Faggiano dopo la sconfitta col Monopoli, costata l’esonero a Raffaele come ultima goccia di un vaso che traboccava da settimane, il segnale è chiaro: "Siamo tutti arrabbiati, qui bisogna dare l’anima: non posso vedere una squadra che prende pugni senza reagire". E in questo momento nessuno sembra adatto a incarnare questo diktat più di Serse Cosmi, alle prese con l’ultima occasione di una carriera vissuta sulle montagne russe.