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sponda laziale
La petizione contro Lotito supera le 45.000 firme. Il caso della conferenza stampa alla Camera
Nata come una lettera al presidente della Lazio, si è trasformata in altro. Ora i due giornalisti e promotori, Alberto Ciapparoni e Federico Marconi, puntano a una conferenza stampa nei palazzi romani della politica. Per farlo serve un deputato, ma per il momento nessuno ha raccolto la richiesta
Da qualche settimana il mondo calcistico romano, sponda laziale, è in subbuglio. La protesta dei tifosi della Lazio contro il presidente e senatore di Forza Italia Claudio Lotito va avanti da inizio stagione, prima con la promessa di contestare i primi 15 minuti di ogni partita in casa e poi con la recente decisione di non entrare allo stadio neanche in occasione della seminifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta. In mezzo la lettera, diventata poco dopo una petizione, dei due giornalisti Alberto Ciapparoni e Federico Marconi. “Ci siamo contattati sui social – dice al Foglio Ciapparoni – abbiamo fatto una chiaccherata per capire se potevamo fare qualcosa per cercare di smuovere la situazione”. E quel “qualcosa” oggi è una petizione su change.org da 45.000 firme che si rivolge direttamente al patron della Lazio, denunciando il “ridimensionamento” della squadra e del club che non sarebbe più in grado di far sognare i tifosi. Una denuncia firmata anche da personaggi della politica come Fabrizio Alfano, capo ufficio stampa di Giorgia Meloni e dall’ex deputato del M5s Alessandro Di Battista.
Ora l’obiettivo è un secondo step per far fruttare al massimo tutte le firme raccolte. “Ci piacerebbe fare una conferenza stampa nei palazzi romani della politica, ma abbiamo riscontrato più di qualche difficoltà”. Tipo? “I regolamenti parlamentari prevedono che per prenotare una sala della Camera la richiesta debba partire da un deputato, ma nessuno al momento si è reso disponibile”.
Un esito scontato, soprattutto pensando che due dei più grandi tifosi laziali che abitano Montecitorio sono il meloniano Francesco Lollobrigida, attuale ministro dell'Agricoltura e Paolo Barelli, capogruppo alla Camera di Forza Italia. Troppa politica in comune per pestare i piedi al loro collega sul fronte sportivo. A completare il quadro ci sarebbe anche Filippo Zaratti di Avs, che nell’Aula occupa invece gli scranni dell’opposizione.
“In ogni caso – assicura Ciapparoni – ci sono anche altre idee in cantiere”. Per il momento l'unica risposta che è arrivata dalla società è stato un video pubblicato dai suoi canali ufficiali, dove si provava a smentire la veridicità delle firme digitali. "La piattaforma è usata da oltre mezzo miliardo di persone in tutto il mondo, anche per tematiche molto più importanti del calcio e quindi ha dei suoi parametri di controllo e di riferimento che impediscono di firmare due volte con lo stesso account, ad esempio". Insomma, regna una situazione di stallo, non resta che attendere le prossime mosse.
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Mandela Keita, nel nome di Nelson
https://www.ilfoglio.it/sport/2023/06/05/news/una-pazza-domenica-di-calcio-in-belgio-5348736/"Voglio essere un po’ come lui: rispettoso, con la testa bassa e sempre pronto a lavorare", ha detto. Ci sta riuscendo. Il centrocampista del Parma sta giocando alla maniera dei grandi mediani, sempre senza farsi notare troppo, tessendo tele poco visibili, quasi mai appariscenti