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guanti sporchi #25
Quel signore di Emil Audero
Il portiere della Cremonese è un uomo che ha imparato a essere paziente, a valutare ciò che gli capita dalla giusta distanza. Contro il Genoa si è superato a causa degli errori dei suoi compagni, li ha perdonati e spronati in campo, senza far pesar loro gli errori
Dato che le cose semplici a volte si fanno più intricate di quelle effettivamente complesse, a volte si è obbligati a portare pazienza, fare finta di niente, evitare di prendersela troppo e di rinfacciare agli altri le nefandezze fatte.
Emil Audero è un uomo che ha imparato a essere paziente, a valutare ciò che gli capita dalla giusta distanza. Colpa e merito del ruolo, quello di portiere, quello che "ti porta a essere autocritico, a ragionare, a migliorarti, a spingerti oltre". Cerca di farlo capire anche ai compagni, spiega loro cosa non devono fare, cosa rende più complicata la vita ai portieri. Non lo fa mai però allo stadio, preferisce la tranquillità di uno spogliatoio o di un campo di allenamento, le ramanzine a favor di telecamera sanno essere sgradevoli, l'ha provato sulla sua pelle, tanti anni fa.
Lo ha fatto anche domenica allo stadio Giovanni Zini di Cremona. Al 29esimo minuto del primo tempo di Cremonese-Genoa, i suoi difensori hanno combinato un pasticcio, hanno sbagliato la marcatura a uomo, non sono scalati, hanno donato libertà assoluta a Brooke Norton-Cuffy, uno bravo abbastanza da non aver bisogno di regalini dagli avversari. L'esterno inglese del Genoa si è ritrovato senza avversari in area, ha tirato forte e preciso come sa. La tribuna che ospitava i tifosi del Genoa aveva già iniziato a esultare. La gioia si è trasformata in rimpianto. Emil Audero si è lanciato verso il pallone che procedeva veloce verso il palo alla sua destra, con la mano destra l'ha deviato sul fondo. Una parata insperata.
Dopo il gesto Emil Audero ha esultato, urlato, gioito. Era legittimato a farlo. Dalla sua bocca nessun rimprovero ai compagni. Solo un dito a indicare l'occhio. Ocio però.
Le tre migliori parate della 25esima giornata di Serie A
1. Emil Audero al 29esimo minuto di Cremonese-Genoa 0-0 – 5 punti
2. Mile Svilar al 46esimo minuto di Napoli-Roma 2-2 – 3 punti
3. ex aequo Marco Carnesecchi al 53esimo minuto di Lazio-Atalanta 0-2 – 1 punto
3. ex aequo Michele Di Gregorio all'88esimo minuto di Inter-Juventus 3-2 – 1 punto
La classifica dopo 25 giornate
1. Mike Maignan (Milan), 27 punti;
2. David De Gea (Fiorentina), 21 punti
3. Elia Caprile (Cagliari), Michele Di Gregorio (Juventus) e Arijanet Murić (Sassuolo), 20 punti;
6. Marco Carnesecchi (Atalanta), Edoardo Corvi (Parma) e Ivan Provedel (Lazio), 18 punti;
9. Emil Audero (Cremonese) e Wladimiro Falcone (Lecce), 17 punti;
11. Mile Svilar (Roma), 15 punti;
12. Nicola Leali (Genoa), 9 punti;
13. Federico Ravaglia (Bologna) e Yann Sommer (Inter), 8 punti;
15. Jean Butez (Como) e Maduka Okoye (Udinese), 5 punti;
17. Alberto Paleari (Torino) e Adrian Šemper (Pisa), 4 punti;
19. Zion Suzuki (Parma), 3 punti;
20. Franco Israel (Torino), Vanja Milinković-Savić (Napoli) e Lorenzo Montipò (Hellas Verona), 1 punto.
Quello che avete letto è Guanti sporchi, un divertissement calcistico-narrativo sui numeri uno della Serie A e sulla parata che in qualche modo ha reso migliore, almeno dal punto di vista di quella minoranza che si veste diversamente dagli altri in campo, il fine settimana calcistico. Tutti gli episodi precedenti li trovate qui.
chiave di A - come suona il campionato