Oliver Provstgaard (foto LaPresse)

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Oliver Provstgaard non è soltanto un giocatore di videogiochi

Giovanni Battistuzzi

Girava voce, una boutade, che il danese fosse stato acquistato dalla Lazio per le sue capacità negli eSports: nel 2021 vinse la eChampions League. E invece il difensore, anche grazie a Sarri, ha iniziato a imporsi anche in Serie A

L'arrivo di Oliver Provstgaard alla Lazio, il 3 febbraio 2025, era passato sotto traccia. E sotto traccia erano passati pure i primi cinque mesi in Serie A del difensore danese. E questo nonostante i circa 4 milioni di euro che il club biancoceleste aveva dato al Vejle per assicurarsi le sue prestazioni.

Girava voce tra i tifosi che Claudio Lotito avesse aquistato il danese per trasformare la Lazio in una supersquadra negli esport. La boutade era nata in un gruppo Telegram di tifosi biancocelesti, un giornalista chiese al presidente della Lazio cosa ci fosse di vero, Lotito strabuzzò gli occhi e non rispose. Eppure qualcosa di vero c'era. Oliver Provstgaard con il joypad in mano è un campione: nel 2021 vinse la eChampions League.

La Lazio però non aveva intenzione di passare agli eSports e il danese era stato preso per giocare in difesa. E nonostante l'ironia dei tifosi e le loro boutade, su di lui ci contavano a Formello. Pure Maurizio Sarri, che durante il precampionato aveva iniziato ad apprezzare del calciatore la bravura nel leggere l'azione avversaria e la capacità di sbagliare poco nel posizionamento. Ossia, le cose più difficili da insegnare a un difensore.

In un'estate Maurizio Sarri è riuscito a trasformare il danese da oggetto misterioso in qualcuno su cui poter contare. Bastava un po' di fiducia, un po' di campo, la capacità di perdonare qualche difetto di gioventù, tutte cose che Marco Baroni aveva evitato di fare.

Al resto c'ha pensato Oliver Provstgaard. Invece di passare tutto il tempo libero davanti ai videogiochi ha studiato l'italiano, si è lasciato alle spalle la timidezza che spesso mascherava con un'ostentata sicurezza in sé, si è attenuto alle direttive dell'allenatore. "Sto crescendo, sono felice di quanto lo sto facendo qui alla Lazio in questo anno e mezzo. Posso aiutare i nuovi perché ci sono passato anche io, non parlavo italiano ed è una cosa importante. La mia crescita è arrivata grazie agli altri difensori e al mister che mi ha aiutato tanto", ha detto a proposito della sua esperienza romana.

   


   

Anche quest'anno c'è Olive, la rubrica di Giovanni Battistuzzi sui (non per forza) protagonisti della Serie A. Piccoli ritratti, non denocciolati, da leggere all'aperitivo. Qui potete leggere tutti gli altri ritratti.

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