Connor Storrie e Hudson Williams ( getty images)

Il Foglio sportivo

Che cosa c'è dietro “Heated Rivalry”, la serie che ha infiammato la tv

Annagiulia Dallera

La storia d'amore queer sul piccolo schermo sta diventando un fenomeno globale e ha riaperto la discussione sull’omofobia nel mondo dello sport. E anche tra gli atleti delle Olimpiadi invernali qualche sportivo ha già fatto questo passo

Che cosa possono fare due attori con dei bastoni da hockey, dei pattini e qualche telecamera? Una vera e propria rivoluzione che coinvolge anche lo sport. Da qualche mese Heated Rivalry, serie tv canadese queer che si concentra sulla storia d’amore immaginaria tra due giocatori di hockey su ghiaccio rivali, è diventata un fenomeno globale.

I due attori protagonisti, Hudson Williams e Connor Storrie, interpreti rispettivamente di Shane Hollander e Ilya Rozanov, sono dovunque e ormai consacrati a divi internazionali. I talk show americani più importanti li hanno voluti come ospiti (vedi Jimmy Fallon e Seth Meyers). Li abbiamo visti presentare un premio ai Golden Globes. Hudson Williams ha aperto la sfilata per Dsquared2 durante la settimana della moda di Milano. Poi è arrivata la consacrazione olimpica: i due attori sono stati scelti come tedofori per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026.

In Italia la serie sarà trasmessa su HBO Max dal 13 febbraio, ma la “Heated Rivalry mania” è già arrivata anche qui. I motivi di questo successo sono tanti: le scene sessualmente esplicite di cui la serie è ricca, ma forse, e sopraqttutto, le si deve dare il merito di aver riaperto la discussione sull’omofobia nel mondo dello sport.

I due protagonisti devono nascondere per anni la loro storia d’amore per paura di ripercussioni sulla loro carriera. E anche nella vita reale quelli che fanno coming out sono pochi. Gli sportivi in genere aspettano la “pensione” perché hanno paura di essere discriminati, di avere minori sponsorizzazioni, di perdere dei follower. Anna Lisa Amodeo, professoressa di psicologia clinica dell’Università Federico II di Napoli e responsabile della sezione Antidiscriminazione e Cultura delle Differenze del Centro di Ateneo SInAPSi ci spiega: “Viviamo in una cultura pervasa da pregiudizi eteronormativi, sessisti e genderisti. Lo sport rischia molto spesso di amplificare questi stereotipi. E i preconcetti, ormai interiorizzati nei nostri processi di socializzazione, legittimano la violenza di genere e contro le minoranze sessuali”. Purtroppo anche i dati raccolti non dipingono uno scenario confortante. Dall’indagine “The situation of women and LGBT+ individuals in European grassroot sports”, condotta dall’Università tedesca dello sport di Colonia nel 2023 all’interno del progetto SGS (Sport for all Genders and Sexualities), è emerso che circa la metà dei partecipanti è fortemente d’accordo sul fatto che esistano atteggiamenti e comportamenti che discriminano le atlete donne e gli atleti Lgbt+. Le esperienze di discriminazione basata sull’orientamento sessuale più segnalate riguardano espressioni sessiste e omo-ostili, ma anche trattamenti ingiusti e persino violenza fisica. “Un contesto sportivo dovrebbe promuovere una cultura di valorizzazione delle differenze per contrastare l’omofobia e la transfobia. C’è bisogno di modelli autentici, di atleti che facciano coming out nei quali i nostri ragazzi e le nostre ragazze possano identificarsi” ci dice ancora la professoressa Amodeo.

E fortunatamente tra gli atleti delle Olimpiadi invernali vedremo qualche sportivo che ha già fatto questo passo. Marie-Philip Poulin e Laura Stacey sono sposate e giocheranno insieme per la squadra femminile di hockey su ghiaccio del Canada. Conor McDermott-Mostowy rappresenterà gli Stati Unitii nel pattinaggio di velocità. Con i suoi 3 titoli nazionali americani (conquistati nel 2024, nel 2025 e ora anche nel 2026), Amber Glenn sarà la prima pattinatrice artistica dichiaratamente queer a competere nelle Olimpiadi. Che non sia l’inizio di un mondo dello sport più inclusivo e più aperto per tutti. Da qualche parte bisognerà pur cominciare. Anche da una serie tv.

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