MIlano-cortina 2026
Bronzo per Sofia Goggia nella discesa libera. Vince Breezy Johnson
L'azzurra conquista la terza medaglia olimpica consecutiva, dopo quelle del 2018 e 2022. Argento per la tedesca Emma Aicher. Terribile infortunio per Lindsey Vonn
Ventitré minuti di stress. Tanti ne sono passati dalla terribile caduta di Lindsey Vonn alla partenza di Sofia Goggia, che ha agguantato il bronzo e la terza medaglia olimpica consecutiva nella discesa libera: un record assoluto.
L’americana era tornata in gara a quarantuno anni dopo 5 anni di stop, un ginocchio in titanio e un crociato rotto nove giorni fa per vincere una medaglia sulla pista di Cortina dove era salita sul gradino più alto dodici volte, ma il suo sogno è finito malissimo dopo appena dodici secondi di gara: si è sbilanciata, ha colpito con una mano un palo sulla destra ed è caduta rovinosamente senza che gli sci si sganciassero, già prima delle urla devastanti era chiaro che a questo punto la carriera della americana era finita nel peggiore dei modi.
Quindi terza medaglia per Sofia Goggia, dopo l’oro del 2018 e l’argento del 2022 ecco il metallo che mancava. “Certo non posso negare che puntassi all’oro, ma il bronzo mi mancava”, ha detto Goggia poco dopo aver concluso la sua prova, “l’importante è che sia riuscita a rimanere concentrata, la mia forza è stata ancora una volta la condizione mentale che oggi è stata messa a dura prova; poi so benissimo dove ho sbagliato, per fortuna che sulla traversa prima dello shuss dove ieri avevo sbagliato oggi ho sciato bene. Purtroppo ho sbagliato proprio il salto, forse una medaglia più preziosa l’ho lasciata li. Voglio dedicare questa medaglia alla mia compagna Elena Fanchini, che proprio l’otto febbraio di tre anni fa ci ha lasciato dopo aver combattuto contro un tumore”.
Durante l’interruzione per l’incidente della Vonn, in attesa che arrivasse l’elicottero la regia televisiva ha insistito sull’ attesa di Sofia Goggia, prima mentre si affacciava nella casetta della partenza per guardare la pista e poi seduta a rivivere il tracciato con quella gestualità tipica degli sciatori che con le mani ripercorrono tutte le curve con gli occhi chiusi.
Quando finalmente alle 12.22 è stato il suo momento, ha messo i bastoncini oltre il cancelletto pronta a spingersi a caccia di quella medaglia agognata con il pettorale numero 15. La statunitense Breezy Johnson, che era scesa con il 5, era chiaro che aveva fatto una prova eccellente, dopo aver dominato l’ultima prova. Solo la tedesca Emma Aicher aveva sfiorato il colpaccio arrivando a soli 4 centesimi, dietro di lei a 82 centesimi l’austriaca Cornelia Hutter. Insomma c’era spazio per infilarsi. Al primo intermedio l'azzurra aveva diciotto centesimi di vantaggio su Breezy, a conferma che poteva essere la Goggia dei giorni migliori, ma quell’errore sul salto è stato fatale, tanto che nel secondo tratto di velocità alla fine è stata ventisettesima con “solo” 124 chilometri orari e al secondo intermedio il ritardo era salito a 51 centesimi.
Il terzo settore ha dato l’impressione di una riscossa con un recupero di trentasette centesimi per rimanere dietro di appena quattordici. Purtroppo si è trattato di un’illusione, all’ultimo intermedio il distacco era risalito a cinquantasei centesimi e il finale con cinquantanove la piazzava solidamente al terzo posto. Le migliori a quel punto erano scese, ma lo sci ha abituato a soprese e la statunitense Jaqueline Wiles ha fatto tremare con il suo quarto posto a ottantasei centesimi.
Quindi oro per Breezy Johnson una che in Coppa del Mondo non ha mai vinto, ma è campionessa del mondo in carica avendo vinto la discesa l’anno scorso a Saalbach. Argento per la giovane tedesca Emma Aicher, che a ventidue anni è l’unica vera polivalente in attività: partecipa a tutte le gare è negli ultimi mesi è salita sul podio in Discesa, Super G e Slalom, oggi una rarità.
Alle spalle della Goggia c’è comunque una fantastica prova di squadra azzurra anche se nello sci non ha un grande valore, ma nessuna nazione ha tutte le quattro atlete nelle prime undici: sesta Laura Pirovano, decima una magistrale Federica Brignone per cui già essere qui dopo l’infortunio terribile di dieci mesi fa vale una medaglia, undicesima Nicole Delago. Dopo Franzoni e Paris un’altra medaglia per lo sci alpino, due gare tre medaglie.
il valore delle olimpiadi