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Milano si è accorta delle Olimpiadi. Le ore surreali che conducono alla cerimonia d'inaugurazione
Tra fiaccola, Casa Italia e San Siro pronto a vestirsi a festa, il capoluogo lombardo entra nel tempo olimpico: un racconto di attesa, orgoglio e responsabilità i giorno della cerimonia d’apertura
Milano si è accorta dei Giochi e chi non è in strada a inseguire la fiaccola che porterà all’Arco della Pace il fuoco di Olimpia, deve essere probabilmente fuggito dalla città come hanno fatto tanti parigini due anni fa. Quelle che portano alla cerimonia di San Siro sono ore surreali. Da una parte c’è chi insegue la fiaccola che ha fatto tappa anche all’Ospedale di Niguarda sotto le finestre dei ragazzi ricoverati dopo la tragedia di Crans-Montana, dall’altra c’è una città vuota che se non fosse per il termometro potrebbe essere ferragosto. In mezzo ci sono migliaia di uomini delle forze dell’ordine a garantire la sicurezza. C’è il presidente Mattarella che viaggia tra Monza, dove ha scelto di alloggiare nell’albergo che di solito ospita i piloti di Formula 1, Casa Italia, Palazzo Reale e lo Stadio San Siro. Ci sono i cecchini sui tetti, i blindati davanti alla stazione, elicotteri e droni in volo, il classico panorama del primo giorno di scuola ai Giochi quando la pressione raggiunge il top e nessun dettaglio può essere trascurato.
Gli occhi del mondo sono tutti rivolti verso Milano e ci sono un sacco di gufi che attendono un passo falso per rispolverare quegli slogan anti-qualcosa che vanno bene per tutte le stagioni.
“Il primo risultato l’abbiamo già avuto e cioè che l’Italia è sul tetto del mondo – ha detto il presidente Buonfiglio - Ci saranno oltre due miliardi e mezzo di persone che seguiranno la cerimonia d’apertura. Il secondo risultato è la soddisfazione di tutti gli atleti e le atlete al villaggio olimpico. La terza soddisfazione è che finalmente ci siamo resi conto che i grandi eventi migliorano noi e migliorano la nazione. Quarto, le federazioni degli sport invernali e del ghiaccio hanno lavorato in maniera incredibilmente professionale e a loro va tutto il mio riconoscimento e ringraziamento. Siamo pronti e quello che ho chiesto e che chiedo alle atlete e agli atleti è di fare quello che sanno fare, che in queste circostanze giocando in casa con tante pressioni diventa difficile, ma occorre isolarsi dal contesto. Abbiamo studiato, quindi siamo tesi, ma abbiamo studiato”…
C’è chi lo ha già fatto vedere come le ragazze dell’hockey, la nostra coppia d’oro del curling che si è ripresa dallo scivolone della seconda partita, la squadra di pattinaggio che ha cominciato la sfida a squadre dove ambiamo a una medaglia. Chi la vincerà a Milano poi sarà ospitato a Casa Italia per celebrare. Un casa che per la prima volta è aperta al pubblico con mostre, luoghi di incontro, un viaggio culturale per raccontare lo sport. Il presidente Mattarella, accolto da Deborah Compagnoni e Alberto Tomba, l’ha visitata per primo. “Siamo a poche ore dall'apertura dei Giochi, l'emozione va crescendo, l'attesa va crescendo, è un motivo di grande soddisfazione quello di vedere l'Italia al centro di una dimensione così importante della vita internazionale quale quella dello Sport - ha detto - Gli auguri vanno ai nostri atleti e alle nostre atlete, a tutti colori che li accompagnano, li sostengono, li sorreggono, che li hanno sostenuti nella preparazione, a loro va la riconoscenza e l'augurio più intenso di buona attività. Con il significato di fondo che le Olimpiadi raccolgono e che queste di Milano-Cortina ancor di più esprimono: quello di un benvenuto a tutti coloro che verranno, ai quasi tremila atleti, a coloro che li accompagnano, ai tecnici, ai dirigenti, agli allenatori, agli spettatori che verranno in grande quantità da ogni continente. Casa Italia ha questo significato di benvenuto a coloro che verranno nel nostro paese, non soltanto nei luoghi delle gare, ma anche altrove. Il benvenuto esprime in realtà la vocazione italiana al dialogo, alla concordia e alla collaborazione. Complimenti per casa Italia, auguri”.
Ormai ci siamo. Tra poco le parole lasceranno il palco allo spettacolo ideato da Marco Balich e dalla sua squadra. Ci attende un’emozione lunga più di due ore. Milano ha capito che dovrà esserne fiera. E San Siro si è vestito a festa per il suo grande addio. La prossima volta toccherà a un altro stadio.
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