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storia e guerre a cinque cerchi
A violare la tregua olimpica è stata quasi sempre la Russia
Di tregua olimpica si tornò a parlare nel 1991 a proposito del conflitto nei Balcani. I Giochi però non hanno fatto sospendere guerre, piuttosto il contrario. E nel 2008 le truppe russe invasero la Georgia nel giorno della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino
È tuttora un modello e un ideale la Tregua Olimpica degli antichi greci, ma su di essa c’è in realtà un equivoco. Definita Ekecheiria, dalla personificazione della cessazione delle ostilità nella mitologia ellenica, venne siglata per la prima volta nel 776 a.C. da Ifitos re dell’Elide, Cleostene re di Pisa e Licurgo re di Sparta per permettere lo svolgimento dei Giochi tra città spesso in guerra tra loro. Negli anni seguenti il trattato venne adottato da altre città, e sia il santuario di Olimpia che la regione dell’Elide ottennero un’immunità di fatto che permetteva ad atleti e spettatori di raggiungere Olimpia e partecipare ai Giochi senza dover temere per la propria sicurezza. Attenzione, però: non è che si interrompessero le guerre. Semplicemente si lasciava perdere chi andava alle Olimpiadi. Comunque, nel 364 a.C. elei e achei attaccarono gli organizzatori pisatidi proprio mentre si stava facendo la prova finale del pentathlon. Al fianco degli aggrediti si mobilitarono però arcadi, argivi e ateniesi, e dopo una battaglia proprio nello spazio di gara in serata gli aggressori furono respinti.
Dall’inizio delle Olimpiadi moderne non solo i Giochi non hanno fatto sospendere guerre, ma piuttosto il contrario. I Giochi della VI Olimpiade, per esempio, si sarebbero dovuti svolgere a Berlino, che aveva vinto la concorrenza di Alessandria d’Egitto e di Budapest. Tra 1912 e 1913 venne così costruito il Deutsches Stadion, e in effetti anche dopo che nel luglio del 1914 scoppiò la Grande Guerra per un po’ l’organizzazione dei Giochi procedette, dal momento che non ci si aspettava che il conflitto continuasse così a lungo. Resta comunque il logo “1916 Olympische Spelen”, e resta il numerale. Dopo le quinte Olimpiadi del 1912 a Stoccolma, infatti, le Olimpiadi di Anversa del 1920 sono considerate le settime. E vi vennero esclusi i paesi sconfitti: Germania, Austria, Ungheria, Bulgaria, Turchia. La Germania fu esclusa anche dalle ottave Olimpiadi del 1924 a Parigi, per tornare alle none del 1928 a Amsterdam, e organizzare le undicesime del 1936. Amaro paradosso: le Olimpiadi di Hitler, dopo che era stata invece discriminata la democrazia di Weimar! Le dodicesime del 1940 avrebbero dovuto svolgersi a Tokyo, ma furono riassegnate a Helsinki dopo lo scoppio della guerra sino-giapponese, e poi cancellate con la Seconda guerra mondiale. Anche le tredicesime Olimpiadi di Londra del 1944 saltarono per la guerra, ma Londra si rifece con le quattordicesime del 1948, dove pure furono escluse le sconfitte Germania e Giappone: l’Italia si salvò, grazie alla cobelligeranza. Helsinki fece poi le quindicesime Olimpiadi del 1952, e Tokyo le diciottesime del 1964.
Di Tregua Olimpica si tornò in realtà a riparlare nel 1991, con la dissoluzione della ex Jugoslavia. Ma semplicemente come permesso di partecipazione a atleti di territori sotto sanzioni: purché senza bandiera e inno, ma come indipendenti. E’ con la Risoluzione 48/11 del 25 ottobre 1993 che l’Onu ha iniziato ad appoggiare la richiesta del Cio per una Tregua Olimpica vera e propria, chiedendo la sospensione delle ostilità per il periodo della competizione. Ogni due anni da allora viene approvata una risoluzione nello stesso senso, e il summit del Millennio, tenutosi a New York nella sede dell’Onu, dal 6 all’8 settembre 2000, con 150 capi di stato e di governo, ha adottato una “Dichiarazione del Millennio” in cui è incluso un paragrafo sulla “Tregua olimpica”. A partire dal 2022, la Tregua Olimpica moderna inizia una settimana prima della cerimonia di apertura principale dei Giochi olimpici e termina una settimana dopo la cerimonia di chiusura dei Giochi Paralimpici.
Ma proprio le truppe di Putin l’8 agosto 2008 invasero la Georgia, nel giorno stesso della cerimonia di apertura dei Giochi di Pechino. E l’annessione della Crimea alla Russia avvenne il 27 febbraio 2014: quattro giorni dopo la fine delle Olimpiadi invernali di Sochi, mentre i Giochi Paraolimpici sempre a Sochi furono dal 7 al 16 marzo. Come per un preciso appuntamento, l’invasione russa dell’Ucraina iniziò il 24 febbraio 2022, cioè due giorni dopo la fine delle Olimpiadi invernali di Pechino, e otto giorni prima dell’inizio delle Paraolimpiadi. La risposta è stata l’esclusione degli atleti russi e bielorussi dalle Paralimpiadi invernali del 2022, mentre alle Olimpiadi estive del 2024 e invernali del 2026 possono partecipare senza inno e bandiera. La cosa ha portato alle Olimpiadi del 2024 a una protesta del Comitato Olimpico palestinese, che assieme a deputati della sinistra francese ha denunciato un “doppio standard” per la non analoga esclusione di Israele.
Ma anche nel 2021 venti paesi, tra cui Turchia, India, Giappone, Australia, Canada, Stati Uniti e Regno Unito si sono rifiutati di firmare la Tregua Olimpica per le Olimpiadi invernali del 2022 a Pechino. Australia e Stati Uniti hanno considerato questa decisione parte dei loro boicottaggi diplomatici a causa delle violazioni dei diritti umani da parte della Cina, paese ospitante, e del genocidio degli uiguri.
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