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Il Foglio sportivo - That win the best
Mou è il Djokovic del calcio, non muore neanche se lo ammazzano
Benedetto il sorteggio di Champions che ci ha evitato valanghe di retorica sulla sfida contro l’Inter di Chivu. Mi dispiace solo che dovrete sorbirvi la riproposizione degli articoli su quanto sia difficile il campo del Bodø/Glimt, sulla nevicata che fermò la Juve di Conte a Istanbul e sul Muro Giallo che vince le partite da solo
Se esiste un dio dei sorteggi non possiamo non ringraziarlo: ci siamo evitati Inter-Benfica ai playoff di Champions League, e quindi giorni di fuffa retorica sul ritorno dello Special One a San Siro (come se fosse la prima volta), le interviste agli ex interisti del Triplete, le conferenze stampa con le domande a Chivu sul peso di affrontare il suo ex allenatore e a Mou sul tornare là dove ha vinto tutto. Succederà agli spagnoli, invece, dato che il Benfica incontrerà il Real Madrid proprio in quello spareggio a cui ha condannato i Blancos con quel 4-2 che è già leggenda.
L’allenatore portoghese è come Djokovic: dato per bollito da tutti, non muore fino a che non lo ammazzano. Il gol-qualificazione del portiere al 98esimo contro il Real è roba che neppure uno stagista ubriaco di Rivista Undici avrebbe potuto immaginare, con pure il teatrino del “pensavo di essere qualificato, ma poi mi hanno detto che non era vero e allora ho detto a Trubin di salire e ha segnato quindi è merito mio”. Ora torna a Madrid, dove ha vinto abbastanza, ma non troppo, contro un Real che all’inizio dell’ultimo turno di Champions era terzo e 98 minuti dopo era come un’Atalanta qualunque. La squadra di Arbeloa ovviamente la sfangherà – Mourinho ha già salvato la stagione con quella vittoria, che altro deve fare con quella squadra di mezze seghe? – come la sfangheranno le tre italiane, nonostante le mani avanti della stampa sportiva.
I problemi verranno dopo, visto che la Champions quest’anno la vincerà un’inglese, così come l’Europa League. Mi spiace perché dovrete sorbirvi la riproposizione degli articoli su quanto sia difficile il campo al Circolo polare artico del Bodø/Glimt, sulla nevicata che fermò la Juve di Conte a Istanbul, sul Muro Giallo che vince le partite da solo, ricicciati dall’intelligenza artificiale, of course. Nulla di paragonabile al video che il social media manager dell’Union Saint-Gilloise ha preparato per la sfida con l’Atalanta, trattando i bergamaschi come se fossero macchiette napoletane, condannando la città belga a essere rasa al suolo prossimamente. Io mi godo le mie inglesi qualificate, il Manchester United redivivo, una nottata a dare fondo alla bionda al pub e le ridicole minacce tedesche di boicottaggio al Mondiale, che diventa una cosa politica a seconda di come gira il mainstream. Tanto anche quello lo vinciamo noi.