guanti sporchi #22

Elia Caprile, du is megl che uan

Con due interventi in pochissimi secondi il portiere del Cagliari è riuscito a salvare il vantaggio dei rossoblù contro la Fiorentina

Giovanni Battistuzzi

Mettere ordine nel caos è complicato e affascinante. Lo è sempre, all'interno di quattro mura, nella vita, anche quando si gioca a pallone. Ci sono calciatori che lo fanno con il pallone tra i piedi, a metà campo, alcuni in modo facile da osservare e quindi applauditissimo, altri invece si celano, servono occhi allenati per scorgerne l'importanza e la maestria. I portieri non mettono mai ordine, al massimo scompaginano il disordine, lo rendono innocuo.

Allo stadio Artemio Franchi di Firenze, dopo un'ora di gioco di Fiorentina-Cagliari, sul risultato di 0-2, il disordine ha preso possesso della partita. I giocatori della Viola pensavano a portare la palla il più vicino all'area rossoblù seguendo l'unica logica concessa dall'essere in svantaggio e in zona retrocessione: la speranza che qualcosa di positivo o quanto meno fortunato potesse accadere. Succede così quando la disperazione sopravanza la convinzione di potercela fare.

E in quel muoversi di uomini e di paure, al settantottesimo minuto (sul risultato di 1-2) i giocatori della Fiorentina si sono portati a ridosso dell'area del Cagliari. Nicolò Fagioli ha provato un'esibizione di tecnica e dribbling, ma gli è andata male. Il pallone però è rimasto nelle disponibilità dei giocatori in maglia viola che hanno iniziato a fare quanto più di sbagliato e allo stesso tempo corretto potevano fare in quel momento: provare il tiro nonostante davanti a loro ci fossero sette calciatori in maglia bianca. Quello di Fagioli è stato rimbalzato dal corpo gigantesco di Yerry Mina. Quello di Giovanni Fabbian non aveva trovato opposizione e si era diretto in porta. Verso una porta che, almeno apparentemente, sembrava sguarnita. Elia Caprile infatti era oltre la linea dell'area piccola, in una posizione che poteva andar bene per respingere il tiro precedente, ma non certo per poter sperare di opporsi a quello di Fabbian. Il portiere del Cagliari aveva caricato tutto il peso del corpo sul piede sinistro per agevolare il balzo da quel lato, ma il centrocampista della Fiorentina aveva tirato a destra, dalla parte opposta. Un tiro non troppo forte, ma apparentemente preciso, diretto verso l'unico pertugio sgombro di figure davanti a sé. Elia Caprile in pochissimi istanti ha prima mosso il corpo verso la direzione del tiro, poi ha trovato anche il modo di saltare sulla sua destra, allungando le mani e deviando il pallone.

Poteva essere sufficiente per un applauso. Non per evitare il gol.

Perché la palla era rimasta a nemmeno un metro da dove l'aveva colpita con i guantoni il portiere del Cagliari. Che poi era anche il punto nel quale si trovava Albert Guðmundsson. L'attaccante islandese stava per ringraziare per cotanta gentilezza, quando si è ritrovato ancora una volta la mano di Elia Caprile davanti a smanacciare il pallone verso la linea di fondo. Un balzo, il secondo - perché in porta come con il Maxibon du is megl che uan - buono sia per un applauso che per evitare il gol. 

    

   

Le tre migliori parate della ventiduesima giornata di Serie A

1. Elia Caprile al 78esimo minuto di Fiorentina-Cagliari 1-2 – 5 punti     

2. Mike Maignan al 45esimo minuto di Roma-Milan 1-1 – 3 punti

    

   

2. ex aequo Emil Audero al 68esimo minuto di Sassuolo-Cremonese 1-0 – 3 punti

   

    

3. ex aequo Mile Svilar al 48esimo minuto di Roma-Milan 1-1 – 1 punto

   

    

3. ex aequo Marco Carnesecchi al 69esimo minuto di Atalanta-Parma 4-0 – 1 punto

   

              

La classifica dopo 22 giornate

1. Mike Maignan (Milan), 27 punti;

2. David De Gea (Fiorentina), 21 punti

3. Elia Caprile (Cagliari) e Arijanet Murić (Sassuolo), 20 punti;

5. Michele Di Gregorio (Juventus), 19 punti;

6. Edoardo Corvi (Parma), 17 punti

7. Ivan Provedel (Lazio), 15 punti;

8. Wladimiro Falcone (Lecce), 14 punti;

9. Mile Svilar (Roma), 12 punti;

10. Emil Audero (Cremonese) e Marco Carnesecchi (Atalanta), 12 punti;

12. Nicola Leali (Genoa), 9 punti;

13. Federico Ravaglia (Bologna), 7 punti;

14. Jean Butez (Como), 5 punti;

15. Alberto Paleari (Torino) e Adrian Šemper (Pisa), 4 punti;

17. Yann Sommer (Inter) e Zion Suzuki (Parma), 3 punti;

19. Maduka Okoye (Udinese), 2 punti;

20. Franco Israel (Torino), Vanja Milinković-Savić (Napoli) e Lorenzo Montipò (Hellas Verona), 1 punto.

     


          

Quello che avete letto è Guanti sporchi, un divertissement calcistico-narrativo sui numeri uno della Serie A e sulla parata che in qualche modo ha reso migliore, almeno dal punto di vista di quella minoranza che si veste diversamente dagli altri in campo, il fine settimana calcistico. Tutti gli episodi precedenti li trovate qui.

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