guanti sporchi #20
Jean Butez ha seguito il consiglio di Vladimir Nabokov
"Dopo un evento dolente servirebbe imitare i portieri, rialzarsi il prima possibile, anche a costo di riprendere il ceffone che ti ha steso". Il portiere del Como ha eseguito alla lettera la massima. E senza bisogno nemmeno di un ceffone
A volte basta un soffio di vento, una carezza, un contatto di poco conto per convincere i giocatori di movimento a concedersi la morbidezza dell'erba, la comodità dello stare distesi. Questo lusso i portieri non ce l'hanno. Certo a volte si tuffano quando non è necessario, rimangono a terra per qualche istante più del dovuto per far scorrere un po' di secondi sul cronometro dell'arbitro, ma il direttore di gara conta e, se considera eccessivo lo spreco di secondi, sanziona. Per gli arbitri i portieri sono dei nullafacenti, d'altra parte non corrono, per questo non possono concedersi il lusso del terreno.
"Dopo un evento dolente servirebbe imitare i portieri, rialzarsi il prima possibile, anche a costo di riprendere il ceffone che ti ha steso", scriveva lo scrittore russo Vladimir Nabokov, che a calcio ha giocato, poco, in attacco e che, pur detestandoli per quello che gli avevano parato, aveva in gran considerazione i portieri: "Aquila solitaria, uomo del mistero, difensore estremo".
A rialzarsi subito, il prima possibile, il ceffone forse può arrivare di nuovo, quanto meno però si evitano i rimpianti. Jean Butez li ha evitati. Sabato 10 gennaio, allo stadio Giuseppe Sinigaglia di Como, la partita era iniziata da nemmeno quaranta secondi quando il Bologna si era già trovato in area di rigore grazie a Remo Freuler che aveva difeso, perso, recuperato e poi passato il pallone a Giovanni Fabbian. Il centrocampista aveva visto Santiago Castro libero al centro dell'area di rigore avversaria e gli aveva donato un pallone semplice semplice da depositare in rete. L'attaccante argentino però, forse stupito da tanta grazia e così presto, era riuscito a fare quello che non faceva un tempo, ma che ora gli sta capitando un po' troppo spesso: sbagliare ciò che non dovrebbe essere sbagliato. E talmente clamorosamente che pure il portiere del Como, Jean Butez, si era ritrovato a terra, sbilanciato per eccesso di sicurezza nelle doti del centravanti bolognese. Jean Butez si è rialzato il più rapidamente possibile, ha effettuato un nuovo balzo visto che il pallone era finito tra i piedi di Nicolò Cambiaghi che, da nemmeno due metri dalla linea di porta, l'aveva con prontezza indirizzato verso la rete. Il silenzio impaurito dei tifosi del Como e la gioia chiassosa di quelli del Bologna si cambiarono di posto quando la mano di Jean Butez intercettò il pallone trattenendo il risultato sullo 0-0.
Chissà se allo stadio Giuseppe Sinigaglia di Como qualcuno dei tifosi della squadra lariana era appassionato di Vladimir Nabokov. Senz'altro avrebbe pensato, una volta smaltita la sbornia di paura e gioia che "dopo un evento dolente servirebbe imitare Jean Butez, rialzarsi il prima possibile, anche a costo di riprendere il ceffone che ti ha steso". E poco importa se quel sabato in riva al Lario nessun ceffone aveva steso a terra Jean Butez.
Le tre migliori parate della ventesima giornata di Serie A
1. Jean Butez al primo minuto di Como-Bologna 1-1 – 5 punti
2. Michele Di Gregorio al 72esimo minuto di Juventus-Cremonese 5-0 – 3 punti
3. Marco Carnesecchi al 74esimo minuto di Atalanta-Torino 2-0 – 1 punti
La classifica dopo 20 giornate
1. Mike Maignan (Milan), 24 punti;
2. David De Gea (Fiorentina), 21 punti
3. Arijanet Murić (Sassuolo), 20 punti;
4. Michele Di Gregorio (Juventus), 19 punti;
5. Ivan Provedel (Lazio) e Elia Caprile (Cagliari), 15 punti;
7. Edoardo Corvi (Parma), 12 punti.
8. Wladimiro Falcone (Lecce) e Mile Svilar (Roma), 11 punti;
10. Nicola Leali (Genoa), 9 punti;
11. Emil Audero (Cremonese), 8 punti;
12. Marco Carnesecchi (Atalanta) e Federico Ravaglia (Bologna), 7 punti;
14. Jean Butez (Como), 5 punti;
15. Alberto Paleari (Torino) e Adrian Šemper (Pisa), 4 punti;
17. Yann Sommer e Zion Suzuki (Parma), 3 punti;
19. Maduka Okoye (Udinese), 2 punti;
20. Franco Israel (Torino) e Lorenzo Montipò (Hellas Verona), 1 punto.
Quello che avete letto è Guanti sporchi, un divertissement calcistico-narrativo sui numeri uno della Serie A e sulla parata che in qualche modo ha reso migliore, almeno dal punto di vista di quella minoranza che si veste diversamente dagli altri in campo, il fine settimana calcistico. Tutti gli episodi precedenti li trovate qui.