guanti sporchi #18
La mano apotropaica di David De Gea
Non sempre le migliori parate sono le più belle o le più eleganti. A volte serve essere brutti sporchi e cattivi per evitare il crollo. Ne sa qualcosa il portiere della Fiorentina
Ci sono parate che sono diverse dalle altre, più importanti delle altre, capaci di avere effetti apotropaici. Sono queste parate necessarie, quasi mai fotogeniche, di quelle che si concedono ai fotografi giusto per compiacersi della bellezza del gesto del parare. No, le parate curative sono sporche, a volta addirittura brutte, eppure salvifiche, perché complicate, capaci di risolvere un problema sul nascere e così coprire un baratro, livellare un dislivello, rianimare chi altrimenti sarebbe, in un modo o nell'altro, stramazzato al suolo senza nemmeno la forza di reagire.
Allo stadio Artemio Franchi, domenica 4 gennaio 2026, la mano destra di David De Gea ha mantenuto in equilibrio il mondo della Fiorentina, ha evitato che il castello di carte di Paolo Vanoli, raffazzonato un po' alla meglio in attesa di un improbabile miracolo in arrivo chissà da dove - ma trovato nel mercato di riparazione (che solitamente fa rima con illusione, al limite con truffa) - crollasse e con lui anche quel filo di speranza di evitare gli incubi più truculenti.
La mano destra di David De Gea si è aperta all'improvviso, quasi al termine di un secondo tempo privo di azione e pure di pathos, per deviare un cross su punizione, delicato e per questo infido, di Franco Vázquez, artista del calcio viscidio, del pallone sporco. Un cross buttato al centro di un'area affollata e piena di gente impaurita dalla possibilità di sbagliare. Talmente impaurita da sbagliare davvero. Un eccesso di generosità che ha stupito chi della generosità altrui non dovrebbe stupirsi, anzi trasformarla in rimpianto. Antonio Sanabria però è calciatore che ama il gesto raffinato, poco avvezzo al gol sporco. E infatti il gol sporco non è arrivato. David De Gea ha salvato il curriculum dell'attaccante paraguaiano. E chissà. forse pure un pezzo di Fiorentina.
Le tre migliori parate della diciottesima giornata di Serie A
1. David De Gea al 82esimo minuto di Fiorentina-Cremonese 1-0 – 5 punti
2. ex aequo Wladimiro Falcone al 16esimo minuto di Juventus-Lecce 1-1 – 3 punti
2. ex aequo Adrian Šemper all'11esimo minuto di Genoa-Pisa 1-1 – 3 punti
3. Federico Ravaglia al 23esimo minuto di Inter-Bologna 3-0 – 1 punti
La classifica dopo 18 giornate
1. Mike Maignan (Milan), 24 punti;
2. Arijanet Murić (Sassuolo), 20 punti;
3. David De Gea (Fiorentina), 18 punti;
4. Michele Di Gregorio (Juventus), 16 punti;
5. Ivan Provedel (Lazio) e Elia Caprile (Cagliari), 15 punti;
7. Wladimiro Falcone (Lecce) e Mile Svilar (Roma), 11 punti;
9. Emil Audero (Cremonese), Edoardo Corvi (Parma) e Federico Ravaglia (Bologna), 7 punti;
12. Marco Carnesecchi (Atalanta) e Nicola Leali (Genoa), 6 punti;
14. Alberto Paleari (Torino) e Adrian Šemper (Pisa), 4 punti;
16. Yann Sommer e Zion Suzuki (Parma), 3 punti;
17. Maduka Okoye (Udinese), 2 punti;
18. Franco Israel (Torino) e Lorenzo Montipò (Hellas Verona), 1 punto.
Quello che avete letto è Guanti sporchi, un divertissement calcistico-narrativo sui numeri uno della Serie A e sulla parata che in qualche modo ha reso migliore, almeno dal punto di vista di quella minoranza che si veste diversamente dagli altri in campo, il fine settimana calcistico. Tutti gli episodi precedenti li trovate qui.