Gran Premio del Belgio

L'ora più buia per la Ferrari

Fabio Tavelli

A Spa Vettel tredicesimo e Leclerc quattordicesimo. Vince Hamilton. La Rossa sprofonda ancora e non è più degna della sua storia

L’immagine di Carlos Sainz sconsolato al muretto mentre vede Vettel passato agilmente da Gasly al 32esimo giro fotografa alla perfezione la frustrazione di chi si sta domandando che razza di macchina andrà a guidare nella prossima stagione. Sainz la gara nemmeno l’ha disputata per un guaio alla sua McLaren e certamente non era triste solo per questo. Il GP l’ha vinto Hamilton davanti a Bottas e Verstappen in un podio che rischia di diventare la fotocopia nelle prossime dieci gare.

   

Purtroppo per la Ferrari oltre a quella di Sainz di immagini iconiche in negativo ce sono molte altre. C’è Vettel che viene puntato, sorpassato e staccato dall’Alfa Romeo di Kim Raikkonen (forse all’ultima apparizione a Spa). C’è Leclerc che con due mescole di gomme di vantaggio viene infilato da Gasly, Alpha Taury (Faenza). Ancora Leclerc che con il DRS aperto non riesce a passare Grosjean. Poi il francesino ci riuscirà all’ultimo giro, ma solo perché lui è molto più forte della vettura che guida.

   

L’ora più buia per Maranello è questa. Dodici mesi fa aveva vinto Leclerc, prima vittoria del “predestinato” prima di doppiarla a Monza in un tripudio di bandiere del Cavallino. Oggi Vettel tredicesimo, Leclerc 14esimo. Una pena mai vista. Ci fosse stato Fernando Alonso ancora alla Ferrari avremmo sentito dei team-radio in stile “GP2 engin”, come quando l’asturiano canzonava i giapponesi della Honda mentre arrancava con la McLaren.

   

Vettel e Leclerc sono di un altro temperamento ma certamente nella loro testa avranno pensieri simili. La differenza tra i due è che Vettel può fare la conta di quante gare lo separano dalla fine di questo strazio. Leclerc no. Vede, o almeno immagina visto che dopo la prima curva i suoi avversari sono altri, le Mercedes e Verstappen ad un livello inarrivabile. Vede, sempre da dietro, scuderie che una volta passava agilmente come Renault, McLaren, Racing Point e Alpha Taury. Si è ridotto a duellare con Alfa Romeo e Haas, non a caso team clienti del motore Ferrari, con la triste prospettiva di tenersi dietro giusto la Williams. Ora ci sono Monza e Mugello. In Italia nella terra della velocità, Monza, e in quella dove un tempo la Ferrari faceva i test per la rossa di Schumacher che poi sdraiava tutti in gara. Sarà, in Toscana, il GP numero mille per la scuderia del Cavallino. Presentarsi con queste credenziali non è degno di nessuna storia, recente o passata.

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