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Sponsor da stadio cercasi

Matteo Spaziante

Juventus, Udinese e Sassuolo sono le uniche società calcistiche italiane ad aver ceduto i naming rights ai loro impianti

La corsa a cambiare il nome degli stadi, almeno in Italia, è solo all’inizio. Allianz Stadium, Dacia Arena e Mapei Stadium per ora sono i soli tre impianti per i quali sono stati venduti i famosi naming rights. Juventus, Udinese e Sassuolo sono così gli unici club a sfruttare una delle principali fonti di entrate per le società calcistiche. 

  

La Juve, per esempio, aveva inizialmente venduto i diritti di denominazione a Sportfive (75 milioni in 12 anni) che avrebbe dovuto cercare uno sponsor. L’impianto è però rimasto Juventus Stadium fino al 2017, quando Allianz ha acquistato il diritto di dare il suo nome allo stadio. Nei giorni scorsi è arrivato il rinnovo del contratto fino al 2030. L’accordo, che prevede anche la sponsorizzazione della maglia di allenamento, varrà 103 milioni di euro complessivi.

  

Numeri ben diversi rispetto alle altre italiane (l’Udinese, il cui contratto con Dacia scade il 30 giugno 2020, incassa circa 500mila euro annui), ma anche rispetto alle stime della società di consulenza statunitense Duff & Phelps’, che ha realizzato uno studio sui naming rights. Secondo l’analisi, il valore di questo sponsor per la Juventus sarebbe di 18 milioni, circa la metà di Real Madrid e Barcellona (36,5 milioni ciascuna). I club spagnoli, tra l’altro, stanno cercando anche loro accordi simili per Bernabeu e Camp Nou, che saranno ristrutturati nei prossimi anni.

 

La Serie A resta comunque indietro. In Bundesliga l’80 per cento delle società ha siglato accordi per la cessione dei diritti di denominazione. Segue la Premier League, con il 30 per cento dei club, mentre in Ligue 1 non si va oltre il 10 e nella Liga il 5 per cento.

 

Nel nostro paese comunque qualcosa sembra iniziare a muoversi. Milan e Inter infatti stanno cercando di trovare uno sponsor importante per il nuovo San Siro. L’obiettivo di rossoneri e nerazzurri è quello di incassare complessivamente circa 13,8 milioni di euro annui per i diritti di naming dell’impianto.
Matteo Spaziante

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