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Mondiale di calcio femminile, dalla Giamaica griffata Marley agli sciamani per Marta

Tre cose che (forse) non sapete sulle avversarie dell'Italia nel Gruppo C della Coppa del Mondo

8 Giugno 2019 alle 06:00

Come suona il calcio in Giamaica

Dopo la mancata qualificazione per le Olimpiadi di Pechino 2008, in Giamaica il calcio femminile rischiò di scomparire. I due sponsor che avevano creduto nel progetto voltarono le spalle alle calciatrici: niente Cina, niente soldi, dissero. Quasi nessuno nella Federazione provò a opporsi. D'altra parte farsi prendere a pallonate da Messico (8-1) e Stati Uniti (7-0), quasi senza lottare, non era stato visto di buon occhio dai giamaicani. Senza sponsor, i soldi iniziarono a scarseggiare. E così prima la Nazionale femminile perse la struttura per allenarsi e, poi, la possibilità di andare a giocare in trasferta. A fine 2010 la Federazione ritirò la squadra dalle competizioni internazionali.

 

Perse le Reggae Girlz, all'isola caraibica rimasero soltanto i Reggae Boyz. Almeno sino al 2014, quando Cedella Marley, imprenditrice e cantante nonché figlia di Bob Marley, decise che "il calcio è donna", e che la Giamaica non poteva non avere una compagine femminile. "Siamo in un paese moderno e l'assenza di una Nazionale femminile ci riporta ai momenti peggiori della nostra storia". Qualcuno nella Federazione mormorò, sostenendo che lo schiavismo dell'Ottocento la semi-guerra civile degli anni Ottanta, non potevano essere paragonate all'assenza di una squadra di calcio. Quando però Cedella portò due sponsor per la squadra e i dollari della raccolta fondi che aveva organizzato, tutti si mostrarono felici. "Avevano bisogno di aiuto, sono donne, gli hanno detto che non potevano praticare uno sport che amano, quindi ci siamo sentite coinvolte ed eccoci qui", ha detto Marley all'AFP.

 

Cinque anni dopo la Giamaica ha conquistato la qualificazione per il Mondiale di calcio femminile in Francia. Debutterà il 9 giugno con il Brasile e il 14 se la vedrà con l'Italia.

Giovanni Battistuzzi

Giovanni Battistuzzi

Al Foglio dal 2014. Nato il 5 gennaio, nel giorno più freddo del secolo scorso, lì dove la pianura incontra il Prosecco. Veneto. Ciclista urbano. Pantaniano. Milanista. Scrivo di sport, ciclismo soprattutto. In libreria trovate Girodiruota, che è il nome anche del mio blog

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