Ho visto la finale di Europa League: basta arbitri svedesi a fare danni in Europa

Ieri sera abbiamo visto all'opera Jonas Eriksson, con panza bene in vista (ma fino a due anni fa era pure peggio): due mani clamorosi non visti, due rigori enormi non dati al Liverpool che hanno segnato la finale di Europa League. Il peggio dell'arbitraggio europeo viene tutto (e sempre) da Svezia e paesi confinanti.

19 Maggio 2016 alle 12:24

Ho visto la finale di Europa League: basta arbitri svedesi a fare danni in Europa

Liverpool vs Siviglia, Finale UEFA Europa League (foto LaPresse)

Gli svedesi non arbitrino mai più fuori dai loro confini. Non se ne può più, non fa per loro. Dirigano le entusiasmanti sfide tra Brommapojkarna e AIK Solna, magari con il re che passa in bicicletta e senza scorta dietro il campetto scavato nel ghiaccio, ma sia loro impedito di esportare in Europa uno stile che indignerebbe pure Byron Moreno. Ieri sera abbiamo visto all'opera Jonas Eriksson, con panza bene in vista (ma fino a due anni fa era pure peggio) accompagnato da una squadra di assistenti che in Italia non arbitrerebbe neanche le gare di inizio stagioni tra gli Amatori. Due mani clamorosi non visti, due rigori enormi non dati al Liverpool che hanno segnato la finale di Europa League.

 


L'arbitro Jonas Eriksson (foto LaPresse)


 

Ma non è una sorpresa, c'era da aspettarselo e stupisce che uno come Collina – che agli arbitri italiani ordinava di studiare le squadre con sofisticati programmi da scaricare sul proprio notebook – mandi a dirigere la seconda principale finale tra squadre di club europei un team ciofeca come quello visto all'opera ieri. Il peggio dell'arbitraggio europeo viene tutto (e sempre) da Svezia e paesi confinanti. Qual è stato lo scempio più vergognoso degli ultimi anni nel calcio mondiale? Risposta: il play off tra Francia e Irlanda, con quel gol di Henry che spedì i transalpini al mondiale sudafricano alle spese dei poveri irlandesi. E chi arbitrava quella partita? Lo svedese Martin Hansson, pure lui sul livello di Eriksson.

 

E come non ricordare il celebratissimo Anders Frisk, chioma bionda buona per i periodici patinati, che nella finale degli Europei del 2000 assegnò senza alcun motivo 4 minuti di recupero che portarono la Francia (contro l'Italia) a vincere la competizione? Frisk, dicevano gli esperti e moviolisti da salotto, ce l'aveva con l'Italia: bastava guardare il suo fare durante le partite di Champions (a Roma si incazzarono e gli tirarono addosso di tutto, e lui per lo choc appese il fischietto al chiodo). Ma si può tornare indietro nel tempo: i sovietici ancora ricordano l'arbitraggio di Fredriksson nella sfida contro l'Argentina ai Mondiali del 1990: Maradona prese il pallone con la mano in area di rigore, lui si girò dall'altra parte. L'allora segretario generale della Fifa, Sepp Blatter (e ho detto Blatter!), lo cacciò. Non che la Scandinavia – Svezia a parte – riservi perle migliori. Vi dice niente il mitologico Tom Henning Ovrebo, arbitro di Chelsea-Barcellona nel 2009? Un indizio: pensate allo sguardo spiritato di Drogba.

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