cerca

La settimana santa di James Pallotta e un agnello da sacrificare (non è Totti)

Nulla, ma proprio nulla di personale contro Luciano Spalletti e James Pallotta. Anzi, è sempre bello vedere un presidente che si dedica amorevolmente alla propria squadra, “per almeno una settimana” fa sapere lui, poi tornerà negli Stati Uniti. Meglio di niente. E allora eccolo qui, pronto a marmori

29 Febbraio 2016 alle 15:16

La settimana santa di James Pallotta e un agnello da sacrificare (non è Totti)
Nulla, ma proprio nulla di personale contro Luciano Spalletti e James Pallotta. Anzi, è sempre bello vedere un presidente che si dedica amorevolmente alla propria squadra, “per almeno una settimana” fa sapere lui, poi tornerà negli Stati Uniti. Meglio di niente. E allora eccolo qui, pronto a marmorizzare Francesco Totti (un busto, forse una statua, la maglia da titolare o da panchinaro per l’anno prossimo mi pare improbabile); e rieccolo qui a magnificare il caro leader: “Spalletti? L’avrei preso prima”, se solo avesse saputo prima della sua esistenza… ma poi vediamo che succede alla prima striscia d’insuccessi. E insomma rieccolo ancora, Pallotta, pronto a rassicurarci tutti sullo stadio erigendo e su un futuro tutto da divinare. A parte una (quasi) certezza: Walter Sabatini andrà via, accompagnato all’uscio dal suo decoro e dall’altrui ingratitudine. Qualche sbaglio l’ha commesso anche lui, ma nel suo caso, come scrisse il nostro amato Tacito, non gli errori ma “i meriti furono causa di rovina”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi