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Saverio ma giusto

Separiamo le carriere, ma fra elettori e fan

Saverio Raimondo

Davvero c’è chi si farebbe influenzare da cosa voti Sal Da Vinci, Fausto Leali o Elio Germano per capire se sostenere o meno la riforma Nordio? Se siamo messi così male, prima della giustizia sarebbe meglio riformare il suffragio universale

Qualche giorno fa sono stato contattato da uno dei due comitati promotori del referendum per prendere parte a una loro manifestazione alla vigilia del voto. Non dirò se fosse per il Sì o per il No, perché non è questo il punto: il punto è che c’è chi pensa che io, io! anzi io??? possa spostare qualche voto. E questa cosa, essendo io scevro da ogni mitomania (mi basta uno specchio per ricordarmi che sono solo un uomo basso e ridicolo), invece che lusingarmi mi ha gettato nello sconforto più totale. Perché con il referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo stiamo affidando ancora una volta una decisione delicata, tecnica e specifica, al consenso popolare, cioè a un elettorato emotivo e volubile, per non dire isterico. A pensare questo non sono io ma proprio chi sta cercando di portarci a votare, visto che non fanno altro che promuovere la scelta del No o del Sì affidandola non tanto a chi ne sa di giurisprudenza, ma a celebrità nel campo della musica o del cinema, volti noti, testimonial più o meno illustri; insomma, pensano che noi votiamo a favore o contro la riforma del Csm in base a come la pensa la nostra attrice preferita o lo scrittore dei libri che ci son piaciuti. Delle due l’una: o c’hanno ragione e quindi siamo scemi noi, o hanno torto ma comunque ci trattano come fossimo scemi; e non so quale delle due sia la verità più avvilente.

Il culmine è stato raggiunto nei giorni scorsi quando sia il comitato per il Sì che quello per il No si sono messi a tirare per la giacchetta Sal Da Vinci – per altro giacchetta bianca, da matrimonio, con il rischio che si sporcasse e spiegazzasse tutta- cercando l’endorsement da parte del vincitore del Festival di Sanremo a favore dell’uno o dell’altro schieramento. Ma davvero c’è chi si farebbe influenzare da cosa voti Sal Da Vinci per decidere sulla separazione delle carriere fra giudici e magistrati? Davvero c’è chi voterà Sì perché Fausto Leali si è espresso a favore della riforma Nordio? Davvero c’è chi voterà No perché ha visto il video di Elio Germano? Davvero c’è chi si sarebbe fatto convincere cosa votare al referendum da me??? Se siamo messi così male vi prego, chiudete le urne! Prima della giustizia riformiamo il suffragio universale! Separiamo le carriere, sì, ma fra elettori e fan! Perché io posso arrivare a capire l’attore o il cantante che confondendo la vanità con l’attivismo si pensino utili alla causa; ma non posso tollerare che scelte importanti che riguardano la collettività siano prese in base ai propri gusti musicali o cinematografici.

Per inciso: io quell’invito alla manifestazione l’ho gentilmente declinato. E non per lo schieramento che sosteneva, né per vigliaccheria, anche perché non ci vuole nessun coraggio a sostenere le proprie idee come dimostra il fatto che nessuno si sottrae dal dircele. In primis, sono contrario a questo uso del referendum (cosa li votiamo a fare i parlamentari, se poi il Parlamento viene a chiedere a noi di decidere le cose per le quali li abbiamo delegati?); secondo, io potrei prender parte a una manifestazione come privato cittadino ma mai come personaggio pubblico, per preservare la mia ambiguità artistica (valore assolutamente non negoziabile) e sottrarmi a questo patetico cortocircuito fra politica e spettacolo, che alla fine ottiene soltanto che i cittadini non vanno né alle urne né al cinema, né in libreria né ai concerti – e io non mi sento di biasimarli.

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