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il costo del pieno

Caro Benzina? Allora basta guerra in Iran. Il pacifismo dell'automobilista italiano

Giovanni Battistuzzi

Aumenta il costo del carburante e nel primo paese europeo per densità di auto, l'Italia, si scopre la guerra contro il regime islamista iraniano

Servirebbe una riforma costituzionale, per rendere davvero la Costituzione uno specchio del paese. Una riscrittura dell'Articolo 1: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sull'automobile". Il nostro paese è il primo paese europeo per densità di auto: 701 ogni 1.000 abitanti. La media europea è di 570. Abbiamo battuto pure la Polonia per anni in testa alla classifica.

E servirebbe una riforma costituzionale dell'Articolo 1 per dare un senso anche all'Articolo 11, quello che inizia con "L'Italia ripudia la guerra...". Perché se c'è qualcosa che fa accorgere l'italiano della situazione internazionale è proprio il costo del carburante. La guerra contro il regime islamista iraniano ha provocato un aumento del prezzo di benzina, gasolio e gpl e in Italia ci si è accorti davvero dei bombardamenti sull'Iran.

L'Associazione per la difesa e l'orientamento dei consumatori (Adoc) ha denunciato che "l’aggravarsi del conflitto in Medio Oriente e le tensioni nello Stretto di Hormuz si stanno abbattendo immediatamente sulle tasche dei consumatori e, in particolare, degli automobilisti. Siamo di fronte a un’impennata dei prezzi di benzina e gasolio che non ha alcuna giustificazione economica immediata, se non quella di una speculazione sulle paure internazionali". Il Codacons si è lamentato che "i listini praticati da diversi distributori lungo la rete autostradale hanno raggiunto livelli che non si vedevano da tempo, una crescita che desta forti preoccupazioni perché, come sanno bene gli automobilisti, ad un repentino incremento dei prezzi alla pompa non corrisponde mai un altrettanta veloce diminuzione in caso di deprezzamento del petrolio. Un andamento ancor più pericoloso per le tasche degli italiani se si considera l’avvicinarsi del periodo di Pasqua, quando aumenteranno gli spostamenti in auto dei cittadini". Il ministo delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso, ha provato a rassicurare tutti evocando il taumaturgo, il supereroe della pompa di benzina: Mister Prezzi (il Garante per la sorveglianza dei prezzi, nda). "Abbiamo attivato Mister Prezzi", ha detto, "Già dall'altro giorno ha ampliato il monitoraggio segnalando, ove si verificassero, alla Guardia di finanza eventuali movimenti anomali sulla rete".

Ma è nei gruppi Telegram e Redditt e sulle pagine Facebook dedicate agli automobilisti che si inizia a parlare di "proteste", "andare in piazza", "fargliela vedere agli speculatori", pure al "governo". Automobilisti di sinistra? Linea M5s (così Chiara Appendino: "'Il governo Meloni resta afono e inerme, complice di una linea neocolonialista dettata dall'asse Trump-Netanyahu che ci trascina nel baratro. Siamo stanchi di una Giorgia Meloni che ha barattato le promesse elettorali con il servilismo bellicista. Dov'è finita la leader che faceva video alle pompe di benzina promettendo l'abolizione delle accise? Oggi quelle accise le ha aumentate, trasformando energia e carburanti nella vera tassa occulta di questo esecutivo") o Avs (così Peppe De Cristofaro: "Con la guerra in medio oriente aumentano i costi della benzina e del gas. Impennata dei prezzi che non hanno nessuna giustificazione se non la speculazione. Ovviamente l'aumento dei costi è scaricato sulle spalle degli italiani")?

Soprattutto si inizia a parlare di guerra. Sino a mercoledì la guerra sembrava non essere mai iniziata. Poi il contatore della pompa della stazione di rifornimento ha fatto scrollare sulle homepage dei quotidiani o fatto accendere radio e televisioni. E la guerra è diventata reale. "Serve torna (' nda) alla pace che sino qua morimo de stenti", scrive un tizio su Telegram. "Qua fanno la guerra sulle nostre spalle", gli risponde un altro. "BASTA BOMBEEEEE NON SE NE PUO PIUUUUUUUUUUUUUU CI STANNO AFAMANDOOOOOOOOOO", il messaggio con più pollicioni. Un popolo di pacifisti al volante. E non ce ne eravamo accorti. E sì che dicevano che si facevano le guerre per il petrolio. Sciocchi a non capire prima che il distributore porta pace.

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