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ideologie islamiste

L'antisemitismo ha avvelenato i nostri pozzi scolastici. Uno studio dell'Unesco

Giulio Meotti

Se nel medioevo gli ebrei venivano accusati di avvelenare le fonti d'acqua per diffondere la peste nera, oggi c'è l'avvelenamento delle menti nelle aule scolastiche: il 78 per cento degli insegnanti  europei è alle prese con l’odio antisemita

Roma. “Avvelenare i pozzi” evoca l’eco sinistra dalla storia medievale, quando gli ebrei furono accusati di contaminare le fonti d’acqua per diffondere la peste nera, uno dei tanti pretesti per pogrom e persecuzioni che macchiarono l’Europa di sangue. Ora c’è l’avvelenamento delle menti nelle aule scolastiche, dove l’antisemitismo si è insinuato come un veleno, corrodendo i fondamenti della tolleranza, della ragione e della verità storica. Il drammatico rapporto dell’Unesco, intitolato “Addressing antisemitism through education”, rivela che più di tre quarti (il 78 per cento) degli insegnanti europei ha assistito a incidenti antisemiti tra gli studenti.

Il sondaggio, condotto in piena guerra a Gaza, è il primo studio paneuropeo del genere. Un insegnante su dieci è stato testimone anche di violenze fisiche contro studenti ebrei, quando ce ne sono (specie in Francia). E chi avvelena i pozzi scolastici? Ideologie islamiste radicali importate da migrazioni non integrate e amplificate dai social (un reel di TikTok con il massacro del 7 ottobre editato fa più danni di cento lezioni di storia); l’antisionismo accademico di sinistra, che maschera l’odio per gli ebrei sotto il velo della critica a Israele e un fallimento sistemico dell’educazione, che privilegia la “sensibilità” culturale a scapito della verità storica. Israele, unica democrazia mediorientale, è dipinto come “oppressore”, ignorando il terrorismo di Hamas, Hezbollah e loro alleati. E anche il ricordo della Shoah sta scomparendo. Prima delle atrocità del 7 ottobre, duemila delle quattromila scuole secondarie del Regno Unito commemoravano la Giornata della memoria dell’Olocausto. Ora 854 continuano a farlo. Effetti del multiculturalismo. D’altronde, sui manuali Hachette in uso in Francia, si studia che il 7 ottobre quelli di Gaza hanno ucciso “1.200 coloni”. L’antisemitismo da medie e superiori non ha bisogno di Edward Said per giustificarsi: è crudo, diretto, infantile. E l’ebraismo, se non rinuncia al legame con Israele, è diventato la diversità che non si può più tollerare.

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  • Giulio Meotti
  • Giulio Meotti è giornalista de «Il Foglio» dal 2003. È autore di numerosi libri, fra cui Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate dei martiri di Israele (Premio Capalbio); Hanno ucciso Charlie Hebdo; La fine dell’Europa (Premio Capri); Israele. L’ultimo Stato europeo; Il suicidio della cultura occidentale; La tomba di Dio; Notre Dame brucia; L’Ultimo Papa d’Occidente? e L’Europa senza ebrei.