cerca

Pronti al voto. Le prime elezioni al tempo del Covid

Schede sterili, copriscarpe e tute di decontaminazione. Saranno belle elezioni d’autunno

29 Luglio 2020 alle 06:00

Pronti al voto. Le prime elezioni al tempo del Covid

Il voto in Macedonia (foto LaPresse)

A settembre, con il rinnovo di alcune giunte regionali e il referendum nazionale sul taglio dei parlamentari, si terranno in Italia le prime elezioni al tempo del Covid. E anche se i virologi preferirebbero l’astensione, saranno sicuramente milioni gli italiani che si recheranno alle urne, per giunta allestite in quelle scuole la cui riapertura rimandata per mesi viene associata a una vigorosa ripresa dei contagi – i bambini italiani, si sa, sono l’anello di congiunzione fra l’uomo e il pangolino. In effetti, il virus ci pone di fronte a un nodo che prima o poi doveva venire al pettine: le elezioni democratiche sono da sempre un grande rischio sanitario.

   

Le cabine elettorali non sono certo ambienti salubri: basta che quello che abbia votato prima di te abbia starnutito dentro alla cabina che tu, oltre al suo voto, debba subire anche i suoi germi. E le scuole sedi di seggio sono per lo più sporche e fatiscenti: io una volta sono andato a votare scalzo e mi sono preso le verruche, mentre una mia amica scrutinatrice al seggio si è seduta e si è beccata le piattole. Non solo: mi ha detto mio cugino che una volta è andato a votare e si è trovato scritto sulla scheda con la matita copiativa “Benvenuto nell’Aids”. Il fatto che in democrazia votano tutti obiettivamente non è igienico, e le matite copiative che passano di mano in mano equivalgano alle siringhe usate fra sieropositivi. Oggi la pandemia ci obbliga ad aprire gli occhi e a intervenire: come evitare l'assembramento virale e al tempo stesso creare le condizioni per una sicura partecipazione democratica? Urge un piano; eccomi dunque a proporvene uno, modesto ma spero più efficace di quello partorito per il ritorno a scuole dal dinamico duo Azzolina&Arcuri e che ha già fatto diventare il 14 settembre una data più sinistra dell’11.

   

Prima di tutto, i seggi vanno allestiti anti Covid: cabine in plexiglas (scuro, per garantire la segretezza del voto) distanziate almeno un metro e da sanificare subito dopo l’uso; se le scuole sedi di seggio hanno spazi all’esterno (cortili, giardini, piazzole di sosta o anche solo un marciapiede antistante l’ingresso) è possibile, anzi auspicabile, allestire sezioni all’aperto. L’accesso al seggio, un elettore alla volta, è consentito solo indossando mascherina, cuffietta e copriscarpe – scrutinatori e presidenti di seggio dovranno indossare anche il camice e una visiera trasparente. All’ingresso i Carabinieri in tuta anticontaminazione misureranno la temperatura per mezzo di un termoscanner: potranno votare tutti i cittadini italiani aventi diritto, che hanno raggiunto la maggiore età e una temperatura inferiore ai 37 e mezzo. All’entrata della sezione saranno posti dispenser di gel igienizzante tricolore (bianco per i germi, rosso per i batteri e verde per lo sporco più ostinato), mentre le matite dovranno essere necessariamente monouso – non importa che uno si sia appena sanificato le mani: ricordiamoci che gli elettori 5 stelle credono che per evitare brogli la matita copiativa vada leccata, e garantire collutorio igienizzante per tutti è troppo dispendioso e logisticamente complicato. Le schede dovranno essere sterili, e una volta esercitato il proprio voto vanno riposte all’interno di un’urna a raggi ultravioletti, dove resteranno sotto l’effetto germicida fino allo scrutinio. All’uscita dei seggi verranno poste delle docce di decontaminazione, per consentire a chi ha partecipato al voto di eliminare scorie e radiazioni.

   

Se simili provvedimenti vi sembrano disincentivare o come minimo complicare e rallentare il voto, penalizzare alcune forze politiche (l’obbligo di mascherina potrebbe tenere lontano dalle urne l’elettorato leghista più salviniano) o addirittura restringere il diritto di voto dal punto di vista termico, è perché oltre al contagio questo piano ha l’ambizione di ridurre anche le altrettanto pandemiche conseguenze del suffragio universale.

Saverio Raimondo

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    29 Luglio 2020 - 14:40

    Debbo essere sincero: in quest'articolo mi sarei aspettato aspre critiche per la decisione di fare votare in due giorni: il ritorno di uno scandalo tutto italiano. Poi tra mascherine, etc, etc , mi pare che si sia votato in Francia e in Polonia recentemente e non mi risulta che ci siano stati tutti questi accorgimenti.Infatti va bene la mascherina, va bene la matita monouso, ma poi mi pare che stiamo esagerando.

    Report

    Rispondi

Servizi