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Verità e sensi di colpa

La fragilità dei bianchi e dei razzisti convinti di non esserlo

La Bibbia delle proteste si chiama “White Fragility”. E’ il bestseller di Robin DiAngelo che mette sotto accusa la complicità bianca, ma vacilla a uno scrutinio più approfondito. Il confronto con gli altri saggi

29 Giugno 2020 alle 10:32

La fragilità dei bianchi e dei razzisti convinti di non esserlo

Foto LaPresse

Non ci fosse stato l’ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, la classifica dei libri più venduti in America in questo momento sarebbe dominata da White Fragility: Why it’s so Hard for White People to Talk About Race, di Robin DiAngelo. Il libro è uscito nel 2018 ed è diventato immediatamente un best seller, ma l’imponente ondata di proteste scatenata dall’omicidio di George Floyd a Minneapolis ha rinvigorito le vendite di saggi a tema razziale, fra cui How To...

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Mattia Ferraresi

Mattia Ferraresi

Nato nella terra di Virgilio e cresciuto in quella di Tassoni, ora vive nel quartiere di Tony Manero. E’ il corrispondente dagli Stati Uniti. Ama, con il necessario distacco penitenziale, il Lambrusco e l’Inter. Ha scritto alcuni libri su cose americane e non, l’ultimo è “La Febbre di Trump” (Marsilio). Sposato con Monica, ha due figli, Giacomo e Agostino.

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Commenti all'articolo

  • joepelikan

    29 Giugno 2020 - 19:19

    Stavo per dare una risposta articolata. Ma non ne vale la pena: l'unica risposta da dare a questi wokester è "bugger off, asshole!"

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