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Anche Morgan Freeman sulla graticola del #metoo

Otto donne hanno detto alla Cnn che il premio Oscar le avrebbe molestate, palpeggiate e fatto commenti sul loro aspetto fisico. L'attore e il suo staff non hanno risposto

24 Maggio 2018 alle 18:49

Anche Morgan Freeman sulla graticola del #metoo

L'attore premio Oscar Morgan Freeman (foto LaPresse)

Otto donne hanno accusato l’attore americano Morgan Freeman di molestie e comportamenti sessuali inappropriati. Cnn ha raccolto le testimonianze di decine di persone che hanno lavorato con Freeman. La gran parte degli intervistati ha difeso l’attore che compirà 81 anni il primo giugno. Ma otto di loro, pur raccontando di non aver mai subito molestie, hanno confermato la versione delle presunte vittime. Che hanno raccontato di palpeggiamenti e commenti non graditi avvenuti sui set di numerose pellicole del premio Oscar, una delle personalità più influenti della comunità afroamericana, tra cui Insospettabili sospetti (2017) e Now You See Me (2013).

  

Una giovane assistente di produzione ha detto a Cnn che Freeman l'ha sottoposta quasi quotidianamente, per mesi, a palpeggiamenti e commenti sul suo aspetto e sui suoi vestiti. Sul set di Insospettabili sospetti (Going in Style) – commedia del 2017 su una rapina con Morgan Freeman, Michael Caine e Alan Arkin – l’attore le avrebbe appoggiato la mano sul fondoschiena: "Continuava a cercare di sollevarmi la gonna e chiedermi se indossassi biancheria intima".

  

Un’altra donna, membro senior dello staff di produzione del film "Now You See Me" ha detto che nel 2012 Freeman ha molestato lei e la sua assistente in numerose occasioni facendo commenti fisici non graditi. “Sapevamo che se stava arrivando non dovevamo indossare maglie che mostrassero il seno, niente che mostrasse il sedere: cioè niente di aderente”.

Le accuse di comportamento inappropriato di Freeman non si limitano ai confini dei set cinematografici. Anche tre giornaliste hanno detto che Freeman ha fatto commenti su di loro durante conferenze stampa o eventi pubblicitari per i nuovi film. Una delle tre, la giornalista d'intrattenimento della Cnn Chloe Melas, è tra le autrici dell’articolo che accusa Freeman. Melas afferma di essere stata sottoposta a comportamenti inappropriati da parte di Freeman più di un anno fa, quando lo ha intervistato durante una conferenza stampa per "Insospettabili sospetti". Secondo Melas, che all'epoca era incinta di sei mesi, Freeman, in una stanza piena di gente, le strinse la mano senza lasciarla andare mentre la squadrava dall'alto al basso e le avrebbe ripetuto: "Vorrei essere lì" ("I wish I was there") e “sei pronta da mangiare” (“You are ripe”, che in slang ha un’interpretazione anche più volgare).

    

Le donne che accusano Freeman hanno detto di non aver segnalato i suoi comportamenti sgraditi perché temevano per il loro lavoro. Alcune hanno spiegato di avere escogitato un modo per combattere le presunte molestie, ad esempio cambiando il modo in cui si vestivano quando sapevano che Freeman sarebbe stato nei paraggi.

 

Freeman è una delle più grandi star di Hollywood, con una carriera cinematografica di quasi cinquant'anni. I suoi ruoli da protagonista in film come "Driving Miss Daisy" e "Shawshank Redemption" alla fine degli anni Ottanta e all'inizio degli anni Novanta lo hanno reso uno dei nomi più noti e gli sono valsi ben 5 nomination all'Oscar (premio conquistato nel 2004 come miglior attore non protagonista per "Million Dollar Baby"). Freeman e il suo staff non hanno risposto alle richieste di un commento da parte di Cnn.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    24 Maggio 2018 - 19:07

    La battaglia me-too è nobilissima e dve continuare incessantemente senza sosta con sempre più denunce e...........se provati i fatti...... messi in galera i mostri assatanati. Ebbene io devo confessare che sono dalla parte delle molelestate poichè mi è accaduto che certi dopo cena parlando in macchina sotto casa della bella ,con enorme sorpresa mi trovavo la sua mano sulla patta della bella . L'accusa post era " parli troppo e fai pochi fatti". Ahimè

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