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Spiagge piene, aule vuote. Il discutibile settembre italiano

Perché dare al turismo anziché alla scuola le prime due settimane del mese è poco lungimirante. Anche economicamente

22 Giugno 2020 alle 10:19

Spiagge piene, aule vuote. Il discutibile settembre italiano

(foto LaPresse)

La scuola italiana sembra destinata a rimanere chiusa per quasi 200 giorni, esattamente 194. Per farci un’idea di cosa significhi, è la durata di un intero anno scolastico in tempi normali. Un’enormità. Eppure non sembra ancora esserci tra i piani alti della politica la fretta di riaprire. Anzi, le priorità sono altre: nell’interlocuzione tra governo e regioni, è stato riportato – senza smentite – che la riapertura delle scuole non avrebbe potuta essere anticipata al primo settembre per assecondare le...

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Lorenzo Borga

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Commenti all'articolo

  • maropadila

    22 Giugno 2020 - 16:53

    Ma ce li ricordiamo gli ultimi ministri, almeno dalla XVII Legislatura in poi: Carrozza, Giannini, Fedeli, Bussetti, Fioramonti, per finire con la spartizione fra l'ineffabile Azzolina e il grigio Manfredi?

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  • Carletto48

    22 Giugno 2020 - 13:15

    Noi tornavamo a scuola in Ottobre e non abbiamo mai avuto problemi.

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    • FabioA77

      22 Giugno 2020 - 20:25

      si ma non rimanendo in casa da Marzo.. che ne dici

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  • Carlo6

    22 Giugno 2020 - 11:04

    Aria fritta. Provatevi a pensare se a riapertura della scuole, con tutti i fogli di plastica intermezzati tra alunni, la pandemia fosse riscoppiata saremmo alle torte in faccia. Tutti questi articoli intelletto’ non servono a un tubo e vanno legati a come la scuola funziona e non a tre settimane in più o in meno di banchi vuoti. La scuola non funziona nel suo insieme e basta. Il paese non permette eccellenze e basta, infatti chi può e vale se ne va e basta. Da li ripartite e non da una pandemia che sta scoperchiando un sistema paese e ancora facciamo finta di niente. Con un governo che dei migliardi che arriveranno, perché arriveranno, non ha dato all’Europa dei bacchettoni olandesi uno straccio di linea economica e di risanamento che possa essere condivisa. Si pensi agli stati generali terminati, a Colao, che non si sa che fine abbia fatto, si pensi a Salvini e Meloni e ad un Conte in confusione totale che non sa dare una linea guida visto il carrozzone che lo sostiene al governo.

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    • Dario

      Dario

      23 Giugno 2020 - 15:25

      Mi presento: sono il solito paladino statalista della scuola italiana. Ho amici che hanno fatto la scelta di mandare i figli all'estero, come dice lei. Francamente, non ho visto queste genialate che vengano da fuori. Anzi, il problema è piuttosto che i nostri sgobbano troppo, sono troppo ansiosi (a ragione), hanno troppi compiti e programmi troppo vasti e rigidi. La scuola italiana può guardare a quella forèsta per la maggiore libertà e creatività che, specie nelle scuole anglosassoni, viene concessa agli studenti. Siccome però di solito si dice che quelli imparano un sacco mentre i nostri non fanno niente tutta colpa del '68 e questi insegnanti che fanno tre mesi di vacanza signora mia, beh, almeno si corregga il tiro.

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    • sara.romoli74

      22 Giugno 2020 - 15:56

      Provi a stare mesi murato vivo in casa coi pargoli, poi vediamo se si tratta di aria fritta.

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    • sara.romoli74

      22 Giugno 2020 - 13:19

      Carissimo, altro che aria fritta. Provi a farsi mesi chiuso in casa con dei bambini e poi sentirsi dire che si parte a metà settembre con la scuola. Elezioni permettendo ovviamente. Provi inoltre a immaginarsi il costo per le famiglie di mesi di vacanza. La gente ha bisogno di lavorare e si trova a spendere un sacco di soldi perché non può stare dietro ai figli. Altro che aria fritta.

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      • Carlo6

        23 Giugno 2020 - 01:25

        Con rispetto per il sacrificio che si sta facendo e lei fa, ma va detto che il virus non è alle nostre spalle e lo vediamo con i numeri che il bollettino giornaliero ci dichiara e che sono molto al di sotto della presenza del contagio in atto. Basta fare un assembramento più prossimo al normale e i focolai si manifestano. Quindi ripartire va bene ma in certi settori va fatto per gradi e con calma. Le strutture sono quelle che sono e lo vediamo ed il chiudere o ritardare le riaperture evita disastri peggiori. Questo virus non lo si conosce e lo vediamo nei fatti e se non si mantiene una linea di prudenza ad ottobre altro che scuole, torneremmo in un caos che tutti vogliamo evitare.

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