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cattivi scienziati

Gli Stati Uniti escono dall'Oms. Ma la California la pensa diversamente

Enrico Bucci

Restano aperti canali di dati, standard e protocolli grazie al network dell'Organizzazione sanitaria delle Nazioni Unite. Ma gli Stati Uniti perdono peso politico e capacità di indirizzo nella gestione collettiva delle emergenze

L’uscita degli Stati Uniti dall’Organizzazione mondiale della sanità introduce una discontinuità operativa nella cooperazione sanitaria globale costruita nel secondo dopoguerra. Quel sistema funzionava attraverso sorveglianza condivisa, flussi informativi continui, standard comuni e capacità di risposta coordinata. La partecipazione statunitense era parte integrante di questa architettura, per contributo scientifico, capacità tecnica e peso organizzativo. Con il ritiro federale, gli Stati Uniti cessano di operare all’interno di questi dispositivi e si collocano all’esterno dei meccanismi che consentono di osservare, valutare e gestire i rischi sanitari nella fase in cui l’intervento precoce è decisivo.

In questo contesto è notevole la decisione della California di aderire a una rete coordinata dall’Oms. Le reti dell’Organizzazione mondiale della sanità collegano laboratori, autorità sanitarie, centri clinici e gruppi di intervento, rendendo possibile la circolazione di dati comparabili, l’allineamento dei protocolli e l’attivazione rapida di competenze specialistiche. Attraverso queste infrastrutture passano informazioni epidemiologiche, valutazione del rischio e procedure condivise che permettono di intercettare segnali precoci e di organizzare risposte coerenti su scala internazionale.

La California costituisce uno dei maggiori sistemi scientifici e sanitari del pianeta. La concentrazione di università, ricerca biomedica, sanità avanzata e industria farmaceutica la rende un nodo rilevante nei flussi globali di conoscenza. Per un sistema di queste dimensioni, la connessione alle reti di sorveglianza globale incide direttamente sulla capacità di anticipare crisi, organizzare risposte efficaci e proteggere la popolazione. L’adesione al network Oms mantiene attivi canali di scambio informativo e tecnico e preserva l’allineamento con pratiche e standard internazionali che definiscono il funzionamento quotidiano della salute pubblica contemporanea.

Da qui emerge una domanda centrale: fino a che punto questa scelta consente agli Stati Uniti di recuperare, per riflesso, benefici persi con l’uscita dall’Oms?

Sul piano informativo e tecnico, una parte degli effetti di rete sarà recuperata. Le competenze acquisite dagli operatori californiani all’interno delle reti Oms, le valutazioni del rischio e i protocolli sviluppati in ambito internazionale possono diffondersi nel sistema americano attraverso canali professionali, scientifici e istituzionali. Questo riguarda soprattutto la sanità pubblica locale, la ricerca, la “preparedness” ospedaliera e la risposta tecnica alle emergenze. Grazie all’accordo californiano, quindi, l’uscita federale non produrrà un isolamento immediato sul piano delle conoscenze operative.

Esiste anche un effetto di compatibilità operativa. La presenza di Stati Usa all’interno delle reti WHO favorisce l’allineamento tecnico con i sistemi sanitari di altri paesi. Classificazioni condivise, procedure compatibili e linguaggi comuni riducono l’attrito quando eventi sanitari assumono una dimensione transnazionale. Questo rende più agevoli le interazioni operative anche per le autorità federali, pur in assenza di una partecipazione formale degli Stati Uniti all’Organizzazione.

Questi benefici indiretti incontrano però limiti strutturali precisi. La California resta uno Stato federato privo di rappresentanza internazionale. Non può stipulare trattati, non può esercitare rappresentanza diplomatica, non può partecipare ai processi decisionali che definiscono le priorità globali, l’allocazione delle risorse e la governance delle emergenze sanitarie. Le reti coordinate dall’Oms riconoscono la California come partner tecnico-operativo, non come membro sovrano. L’accesso pieno ai sistemi di sorveglianza riservati, ai meccanismi decisionali e agli strumenti che richiedono un livello nazionale resta legato allo status di Stato membro.

Ne deriva una configurazione asimmetrica. Una parte del sistema statunitense rimane connessa alle infrastrutture operative della salute globale e continua a produrre e ricevere informazione, competenze e allineamento tecnico. Il livello federale resta esterno alla governance complessiva, alla definizione degli standard e ai processi decisionali che orientano la risposta collettiva alle crisi sanitarie.

La scelta californiana attenua alcune perdite immediate e preserva funzioni essenziali per un grande sistema sanitario avanzato. Non ricostruisce però ciò che è stato abbandonato con l’uscita federale: la partecipazione degli Stati Uniti come soggetto pienamente integrato nella gestione collettiva dei rischi sanitari globali. La distanza tra capacità tecnica mantenuta e ruolo istituzionale perduto rimane, e rende visibile la divergenza tra un livello subnazionale che continua a operare dentro le reti globali e un’amministrazione federale miope che ha scelto di collocarsi al di fuori di esse.

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