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Salvini fa il No Vax

Il ministro dell’Interno sposa la campagna demenziale contro le vaccinazioni

7 Marzo 2019 alle 06:00

Salvini fa il No Vax

Foto LaPresse

Matteo Salvini ha intimato alla titolare del ministero della Salute, Giulia Grillo, di emanare un decreto per prorogare il termine del 10 marzo, data entro la quale i genitori dei bambini che hanno presentato un’autocertificazione dovranno documentare che le vaccinazioni sono state effettuate, altrimenti i piccoli saranno esclusi dalle scuole materne. La Grillo ha replicato che la materia viene affrontata con una nuova legge sui vaccini, che è in discussione in Parlamento e che quindi le modifiche alla normativa non spettano al ministero. Peraltro, visto che i termini erano noti da tempo, è assai dubbio che ci siano i motivi di urgenza che giustificano l’emanazione di un decreto e la sua promulgazione da parte del presidente della Repubblica.

 

Naturalmente, a tutti dispiace che siano i bambini a soffrire il trauma dell’esclusione dalla scuola per colpa di genitori irresponsabili e bugiardi (visto che hanno firmato un’autocertificazione falsa) in base a una assurda convinzione antiscientifica. Però la loro presenza nelle classi, oltre a nuocere a loro, mette in pericolo altri bambini, quelli immunodepressi che non possono essere vaccinati e quindi sono esposti a eventuali contagi. Le ambiguità nei confronti di una campagna demenziale di demonizzazione di una pratica sanitaria che ha salvato la vita a milioni di persone devono cessare e le autorità pubbliche dovrebbero essere in prima linea nel contrastarle. Che il ministro della tolleranza zero, per ragioni elettoralistiche peraltro assai dubbie, si esibisca ora in una intimazione a favore di chi non ha rispettato la legge e ha beffato il Sistema sanitario affermando falsità, fa davvero impressione. D’altra parte se fosse stato davvero preoccupato per i traumi dei bambini avrebbe spinto per far approvare la nuova legge in tempo, ma di questo, evidentemente, non si è occupato affatto, e ora esibisce con la solita prepotenza una volontà di ennesimo rinvio che, c’è da sperare, questa volta sarà frustrata dal buon senso, dalla dignità del ministro Grillo e, se non basta, dalla saggezza del Quirinale.

Redazione

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