Ansa

Anticipo di stagione

Il Pd locale si porta avanti, facendo da laboratorio per campi larghissimi e progetto

Marianna Rizzini

I dem laziali si stanno già organizzando per il 2027, data fondamentale per via dei 60 comuni al voto (Roma compresa) e della vicinanza con le Politiche, con l'incognita di Rocca. L'idea è contestare da subito la destra con i “numeri”, dice la consigliera regionale del Pd Eleonora Mattia

Portarsi avanti per non cadere indietro, usare il tempo per buttare il cuore oltre i vari ostacoli, prima di tutto sulle alleanze: il Pd locale, in particolare alla Regione Lazio, si sta già organizzando in vista di quello che viene visto come l’anno chiave: il 2027, apparentemente ancora lontano, ma fondamentale per via dei 60 comuni che andranno al voto, Roma compresa, e della vicinanza con le elezioni Politiche che potrebbero avere anche l’effetto, se il centrodestra decidesse di candidare per il Parlamento il governatore attuale Francesco Rocca, di anticipare le tempistiche (per la Regione Lazio si dovrebbe votare nel 2028, ma vedi mai, è il ragionamento). Ed ecco che si parte dall’intenzione di rafforzare il campo largo, anzi potenzialmente larghissimo, con un Pd unito alla sua guida, come ha auspicato, giorni fa, il segretario dem laziale Daniele Leodori.

 

Sul piano concreto, l’idea è contestare da subito la destra con i “numeri”, spiega la consigliera regionale dem Eleonora Mattia – che qualche giorno fa, con lo stesso Leodori e il deputato e deus ex machina del Pd romano Claudio Mancini, alla presenza dell’europarlamentare Matto Ricci, ha tracciato una sorta di bilancio in un “rapporto agli elettori”, parlando di “oltre 260 atti complessivi tra proposte di legge, mozioni, ordini del giorno e interrogazioni prodotti dall’inizio della legislatura ad oggi. Un numero dietro il quale non ci sono pratiche burocratiche ma famiglie, lavoratori, studenti e intere comunità che chiedono ascolto e risposte”. Anche il titolo dell’evento “La Politica che ascolta”, svoltosi nel fine settimana a Valmontone, ricalca la campagna sul campo voluta dalla segretaria dem Elly Schlein, ma si rivolge ai futuri elettori locali a partire dal contesto internazionale: “Un tempo difficile”, dice Mattia, “attraversato da conflitti, guerre che colpiscono popoli innocenti e mettono in discussione equilibri che pensavamo acquisiti” e in cui il pensiero va “alla pace”  intesa come “giustizia sociale”. I dem si preparano a fare opposizione “a un governo regionale che tende a fare figli e figliastri, senza avere una visione complessiva per il bene generale”. Obiettivo numero uno: evitare di dividersi e “tirare rigori a porta vuota” come alle precedenti amministrative. “Dobbiamo offrire la concretezza di un’alternativa per il governo nazionale e regionale. Abbiamo ricostruito un campo d’alleanza, ora dobbiamo avere un progetto, oltre ad avere la capacità di costruire l’alternativa”, dice Mancini. 

Di più su questi argomenti:
  • Marianna Rizzini
  • Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.