Roma Capoccia

Metro C fino a Farnesina: partono i cantieri. “L'obiettivo è avere le nuove sei stazioni entro il 2036”, dice il sindaco Gualtieri

Si lavorerà in parallelo sulle due tratte (Venezia-Mazzini e Mazzini-Farnesina) per fare più in fretta. Intanto con i nuovi treni scenderà la frequenza della linea verde

Gianluca De Rosa

“Rimandare non dà nessun beneficio. Apriamo i cantieri oggi sapendo che potranno esserci disagi, ma che è la cosa giusta da fare”, dice il sindaco Roberto Gualtieri. Nella sala della Protomoteca in Campidoglio scorrono, una dopo l’altra, le slide di presentazione delle sei future stazioni della Metro C: Chiesa Nuova, Castel San’Angelo-Piazza Pia, Ottaviano, Mazzini, Auditorium e Farnesina. Sette chilometri – con tanto di triplo attraversamento sottoterra del Tevere – che allungheranno la linea verde oltre la stazione di piazza Venezia. Il 25 febbraio partiranno i lavori di scavo per la cosiddetta tratta T2 (Venezia-Mazzini). Entro luglio avverrà lo stesso anche per la T1 (da Mazzini a Farnesina). Già domani saranno consegnate le aree di cantiere al Consorzio metro C.  

Per ottimizzare i tempi, i lavori per le due tratte saranno realizzati in parallelo. “Ringrazio il governo che due anni fa ha completato il finanziamento”, ha detto il sindaco. Non si tratta solo di grammatica istituzionale. E’ proprio grazie a quel finanziamento infatti che si può procedere così, iniziando insieme la realizzazione delle due tratte e riducendo lo spezzettamento del tracciato della linea  (dieci tratte funzionali totali) che ne ha causato i lunghissimi tempi di costruzione. Per le metro, si usa dire tra gli addetti ai lavori, vigono le stesse regole della gravidanza: con due donne incinte aspetti sempre nove mesi per avere un bambino, i tempi non si dimezzano, ma in compenso di bimbi ne fai. Lo stesso funziona con le tratte della metro: i tempi di realizzazione dipendono dall’altezza della stazione più profonda. Ma se fai, come in questo caso, più stazioni contemporaneamente, puoi ampliare la rete con più velocità.


“Auspichiamo di chiudere tutto entro il 2036, con un anno di anticipo sul cronoprogramma tarato al 2037”, ha detto il sindaco. Un obiettivo che, se realizzato, consentirebbe di aprire le sei nuove fermate solo tre anni dopo la stazione di piazza Venezia (la cui inaugurazione è fissata per il 2033). Gualtieri ha anche sottolineato come l’ultima stazione, quella di Farnesina, sarà realizzata sin da subito per consentire un prolungamento della linea verso Tor di Quinto – con fermata a Vigna Clara  che consentirebbe lo scambio con l’anello ferroviario (quando mai sarà completato) – e anche una nuova diramazione verso Grottarossa, con fermate a Giuochi istmici, parco di Veio, Villa San Pietro e Tomba di Nerone. “Consentirebbe – ha detto il sindaco – di connettere la via Cassia, vero collo di bottiglia del sistema, al resto della rete. Ci piacerebbe partire prima del 2036 quando finiranno i lavori  a Farnesina, ma servono i fondi”. Il costo totale per questo eventuale sfioccamentoammonta  a 2,5 miliardi di euro. Buone notizie anche sulla tratta che già esiste (Monte Compatri-Colosseo). A metà 2027 dovrebbero arrivare i primi sette treni (dei 17 totali) che dovrebbero consentire di abbassare da nove a quattro minuti la frequenza delle partenze sulla linea verde.

A illustrare le caratteristiche tecniche delle nuove stazioni, nel corso della conferenza stampa in Campidoglio, è stato l’assessore a Patanè. Tutte le prime aree di cantiere sono state pensate per minimizzare l’impatto sulla mobilità di auto e vetture del trasporto pubblico. Nessuno dei cantieri insisterà, almeno nella prima fase, sulla rete stradale, se non con qualche rara eccezione. Affascinante anche come lo scavo scenderà oltre i 48 metri, 25 dal letto del Tevere, nei punti in cui dovrà attraversare il fiume: all’altezza di Castel Sant’Angelo, a quella dell’Auditorium e, infine, a Farnesina.

 

Molto soddisfatta anche la commissari di governo Maria Lucia Conti: “La metro C - ha ricordato - era una delle opere strategiche della Legge obiettivo. UN piano da 120 miliardi di euro, ma che ne aveva 40 di finanziamenti, che piano piano è stato realizzato. Ci sono voluti 14 ministri delle infrastrutture e sei sindaci, ma finalmente siamo arrivati all’arrivo. Grazie al prontuario archeologico preparato anni fa dal primo commissario di verno abbiamo realizzato le bellissime archeostazioni. E lo stesso faremo in alcune stazione delle nuove tratte”. La commissaria ha anche lodato il sindaco: “Ci vuole coraggio a far partire opere così complesse perché sono invasive e impattanti, ma sono il futuro della città.

 

Per sindaco e assessore è stata anche l’occasione per fare il punto sugli altri importanti investimenti sulla rete metropolitana romana. “Non è un segreto - ha detto Gualtieri - che scontiamo un gap importante. E dunque tutti i progetti di ampliamento della rete sono prioritari. Procediamo in base all’avanzamento progettuale dei singoli interventi”. Nello specifico sul prolungamento della metro A a Torrevecchia entro fine maggio sarà pronto il progetto di fattività tecnico economia (Pfte). Mentre quello per il prolungamento della metro B fino a Casal Monastero bisognerà aspettare metà 2027 (ci sta lavorando Roma Metropolitane) Infine, per quanto riguarda la metro D, l’assessore Patanè ha spiegato che entro marzo il Campidoglio avrà stilato un nuovo "Documento delle alternative rogettuali" (Docfap), con un nuovo tracciato e un nuovo interesse pubblico. Sarà proposto al vecchio proponente del project financing per la tratta (Condotte Spa) e, in caso di mancato accordo, sarà affidata Roma Metropolitane la redazione del piano di fattibilità tecnico economica, che da solo costa 100 milioni di euro.

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