Ansa
Roma Capoccia
Ventre a terra. I dem laziali partono con anticipo all'ascolto dei territori (Roma non basta)
Il "percorso di ascolto e lavoro politico collettivo" partirà il 21 febbraio da Frascati con l’obiettivo di creare delle “tavole rotonde tematiche” viste come spazi di confronto tra mondo accademico, associazioni, lavoro, cultura e sociale
Partire con anticipo, partire in parallelo al Pd nazionale, partire ventre a terra, nel Lazio, per non farsi trovare impreparati ai prossimi appuntamenti elettorali, visto che non dappertutto, nella regione, il riverbero di grandeur della Roma ottimista post Giubileo può essere garanzia di successo elettorale nei territori governati dalla destra: i dem laziali sono al lavoro, dunque, per il lancio del “percorso di ascolto e lavoro politico collettivo”. Si chiama “Idee in circolo”, Si partirà il 21 febbraio da Frascati, con l’obiettivo di “costruire le proposte del Pd del Lazio partendo dai bisogni reali delle persone e dei territori”. Il nome nasce dal metodo che si vuole dare al percorso: trattasi di “tavole rotonde tematiche” viste come spazi di confronto tra mondo accademico, associazioni, lavoro, cultura e sociale. “Luoghi in cui le idee circolano, si incontrano e si rafforzano, dai temi della vita quotidiana alle grandi sfide”, dice il segretario locale dem Daniele Leodori.
Il ciclo di incontri è realizzato insieme alla Fondazione Friedrich Ebert (che mette a disposizione ricerche, analisi e dati su vari temi). E’ un canovaccio per la griglia di priorità politiche e proposte concrete. Poi si partirà per la seconda fase, nei territori e nei circoli pd - in una regione dove la sinistra di recente ha strappato tre comuni alla destra che li governava da tempo (Anzio, Nettuno e Civitavecchia), ma dove la destra è tradizionalmente e ancora forte - per arrivare a un’agenda programmatica condivisa, sul modello partecipativo del progetto di innovazione e ricerca Rome Technopole. Si parte da sanità e scuola. Dice Leodori: “Il Lazio con la destra è immobile: a crescere sono solo le liste d’attesa, e lo sanno bene i cittadini che ogni giorno provano a prenotare una visita e si sentono rispondere con appuntamenti anche a distanza di un anno. Dopo anni di governo, solo annunci e propaganda. A pagare sono le persone che rinunciano alle cure o devono mettere mano al portafoglio. E la sanità è solo una delle prove di un governo regionale fallimentare”. L’idea è di concentrarsi sull’irrisolto che resta sul tavolo della giunta Rocca: “Per questo abbiamo avviato questa campagna di ascolto”, dice Leodori, “e stiamo costruendo un’alternativa anche in Consiglio regionale, con le altre forze di opposizione: con proposte concrete per rimettere al centro programmazione, diritti e giustizia sociale”. Le urne sono lontane. Intanto, se Roma non basta, ci si porta avanti.