Ansa
Roma Capoccia
Poteri di Roma, Giubileo, vecchio debito. Prosegue il filo diretto Gualtieri-Meloni
Questa intesa informale vorrebbe costituire insieme, tra governo e istituzioni locali, un “tavolo tecnico” per mettere a terra il nuovo statuto di Roma, e in particolare per definire nei dettagli la questione delle risorse
Una sinergia, uno scambio di idee che diventa collaborazione su grandi obiettivi e anche reciproca attenzione a non esondare mai con le critiche tra maggioranza e opposizione e viceversa, per non rompere quella sorta di non belligeranza in nome di superiori progetti tra la premier Giorgia Meloni e il Campidoglio guidato da Roberto Gualtieri. Non solo, infatti, grazie a questa intesa informale nel 2025 è approdata in Parlamento la riforma di Roma Capitale (Roma punta a diventare ente costitutivo della Repubblica, con poteri legislativi autonomi su urbanistica, trasporti, turismo e cultura, attraverso la modifica dell’articolo 114 della Costituzione e con più risorse e autonomia), ma ci si spinge a costituire insieme, tra governo e istituzioni locali, un “tavolo tecnico” per mettere a terra il nuovo statuto della città, e in particolare per definire nei dettagli la questione delle risorse, con riunioni e contatti che, anche nella giornata di ieri, hanno permesso l’avvio di un’interazione più stretta tra ministeri preposti (per le Riforme istituzionali e l’Autonomia), il Comune e la Regione, cercando contestualmente la mediazione preventiva con la Lega (che chiede più autonomia anche per altre città italiane).
Già in luglio, dopo l’approvazione del ddl in Consiglio dei ministri, Gualtieri aveva ringraziato il governo, parlando di “interlocuzione serrata” con Meloni, con cui “il confronto va avanti da tempo”, e di “svolta” per un testo “assolutamente condiviso”. Intanto, in questi stessi giorni di lancio del tavolo di lavoro sul ddl, il dialogo tra governo (ministeri dell’Economia e dell’Agricoltura) e Comune ha prodotto la candidatura di Roma a sede dell’Autorità doganale europea. Ma la collaborazione ha riguardato già altri ambiti fondamentali (vedi chiusura definitiva del debito storico di Roma pre-2008, attraverso un emendamento da oltre 500 milioni di euro, con alleggerimento della situazione finanziaria capitolina e auspicata riduzione della pressione fiscale sui cittadini). Ultimo, ma non ultimo, il Giubileo appena concluso, per cui il governo ha dato il suo supporto al Campidoglio (e a Gualtieri commissario straordinario) sia a livello di finanziamento delle opere infrastrutturali e di riqualificazione urbana, sia a livello di gestione dei flussi di pellegrini.