Roma Capoccia

Asse governo-comune: l'Agenzia delle dogane Ue può arrivare a Roma

Gianluca De Rosa

Il sindaco Gualtieri e il sottosegretario al Mef Freni ascoltati ieri dal parlamento europeo. La decisione entro fine febbraio

 Per dirla con Roberto Gualtieri: “Roma se la gioca”. La corsa della capitale a ospitare l’agenzia europea delle dogane è ufficialmente arrivata alla sua fase cruciale. Ieri il sindaco è volato a Bruxelles insieme al sottosegretario al Mef Federico Freni e al direttore dell'Agenzia  delle  Dogane e dei Monopoli Roberto Alesse per presentare la candidatura della città agli eurodeputati che siedono nella commissione  per il Mercato interno e la protezione dei consumatori. La candidatura è stata presentata dal governo, ma è supportata con forza anche dal Campidoglio.

E infatti il sottosegretario e il sindaco hanno giocato di squadra per convincere gli europarlamentari della bontà della candidatura. Freni ha sottolineato come: “Roma si farà carico integralmente di tutti i costi per l’allestimento dell'agenzia, destinando a uso esclusivo e gratuito un intero edificio e assicurando anche benefici molto significativi a tutto il personale”. Solo Zagabria, tra le altre candidature, ha offerto l’uso non promiscuo e gratuito di un edificio per l’Euca. Il palazzo individuato nella capitale, un edificio modernista immediatamente disponibile, con una capacità di 500 persone, si trova in in viale Civiltà Romana, all’Eur. E infatti al sindaco Gualtieri è toccato lodare con forza la qualità del quartiere : “L'Eur – ha detto – è uno dei quartieri più sicuri e più tranquilli della città, pur essendo molto vicino al centro. La qualità della vita è molto alta, c’è un combinato disposto di sicurezza, attrattività, con un grande lago e tante aree verdi. Insomma è un quartiere ottimale”. Il sindaco inoltre ha ricordato la vocazione internazionale della città  che è già “uno dei principali centri del sistema delle Nazioni Unite”. E che per questo “è già particolarmente ben attrezzata per ospitare grandi comunità di espatriati, offrendo un sistema unico di scuole internazionali, un’università e opportunità di lavoro per le famiglie dello staff di Euca”. In gara, oltre alla capitale, ci sono Liegi, Málaga, Lille, Zagabria, L’Aia, Varsavia, Porto e Bucarest. Con le capitali polacca e croata e la città francese che sono quelle che con Roma sembrano avere più chances.

Oltre alla disposizione di un intero palazzo, l’Italia punta forte sulle sinergie che può offrire con un sistema eccellente di contrasto alla contraffazione e la vicinanza tra il palazzo dell’Eur e l’aeroporto di Fiumicino. Sul primo punto, durante l’audizione, Freni ha ricordato: “L’Italia è sempre stata il luogo dove la sicurezza doganale, grazie alla collaborazione tra Guardia di Finanza e  Agenzia  delle  dogane, ha trovato il suo massimo sviluppo nella capacità di contrasto al traffico illecito e alla contraffazione”.Un passaggio molto importante visto che l’agenzia nasce proprio allo scopo di centralizzare a livello europeo la governance doganale.

Le candidature sono già state valutate dalla Commissione europea, che in un documento di sintesi ne ha evidenziato i punti di forza. Il Parlamento europeo, invece, deve ancora stabilire con quale modalità esprimerà la sua posizione. La decisione va comunque concordata con il Consiglio europeo, ma in ogni caso dovrebbe essere presa entro fine febbraio. Tra qualche giorno, anche se non è chiaro ancora con quale modalità, l’Eurocamera voterà le proprie preferenze, e si potrà procedere alla procedura di codecisione con il Consiglio Ue, non appena anche gli Stati avranno deciso su quale candidato puntare. La competizione tra stati si gioca su più piani: finanziario, strategico e geopolitico. Ma per capire davvero la dinamica non bisogna dimenticare come questa partita sia affiancata al tavolo delle nomine, con massima attenzione alla partita che si aprirà entro ottobre 2027 per la successione alla presidenza della Banca centrale europea di Christine Lagarde. E proprio questo, sperano in Campidoglio e al Mef, potrebbe togliere Zagabria dalla partita, visto che i croati hanno appena incassato la nomina di Boris Vujcic, ex governatore della banca centrale croata, come vicepresidente della Bce.