cerca

Timmermans, olandese, vicepresidente Ue e… “Sono romanista”

“Sul due a zero ho svegliato i miei figli e messo Venditti tutta la notte”. E sullo stadio: “Spero lo costruiscano presto”

12 Aprile 2018 alle 06:00

Timmermans, olandese, vicepresidente Ue e… “Sono romanista”

Frans Timmermans (Elaborazione grafica Il Foglio)

Roma. Frans Timmermans, olandese, vicepresidente della Commissione europea e romanista sfegatato. Martedì sera, dopo la rimonta giallorossa, è stato uno dei primi a festeggiare sui social, prima su Instagram, con un selfie in sciarpa giallorossa, e poi su Twitter, in perfetto romanesco “Daje Roma! Gialla come er sole, rossa come er core mio!” si legge sul suo profilo. Lo raggiungiamo al telefono e ci risponde in perfetto italiano, ancora elettrizzato per la partita: “Sono felicissimo, è stata la partita perfetta. Anche dopo il primo gol di Dzeko non mi aspettavo altro che una risposta di Messi, e invece i ragazzi sono stati fenomenali, dei gladiatori. Roma e la Roma meritavano una serata magica come questa, Di Francesco è un genio, cambiare modulo in quel modo poteva sembrare azzardato, e invece ha avuto ragione. Il risultato dell’andata era bugiardo, abbiamo riequilibrato le cose. Che serata!”.

  

   

Timmermans ha visto la partita a casa, con la moglie e, come molti romanisti, senza troppe speranze. Sul due a zero, però, ha capito che l’impresa era possibile, è corso a svegliare i figli, e ha esultato insieme a loro: “Quando ho visto che i giocatori restavano in campo ho subito messo Venditti e l’ho tenuto per tutta la sera. E’ così che è nato il mio tweet, volevo condividere questo momento con tutti i romanisti”. Ma quindi l’ha scritto proprio lei? Non ha chiesto l’aiuto di un assistente? “Si figuri, mica ho assistenti che parlano romanesco!” risponde ridendo. Chiediamo come mai un olandese sia così innamorato della Roma, e ci risponde che nella capitale ha passato parte dell’adolescenza, il padre lavorava all’ambasciata olandese: “Sento di fare parte di una famiglia, adoro la città, che è un posto indimenticabile, amo la squadra e i suoi tifosi, i più caldi del campionato. Essere romano di importazione e romanista è un tratto importante della mia identità e di quella della mia famiglia: i miei figli tifano Roma e anche se non parlano italiano conoscono Venditti alla perfezione”.

   

Timmermans ha un ottimo rapporto con Kevin Strootman, altro olandese romanista, uno dei calciatori più amati dalla piazza. Ci dice che per chi arriva in città è normale diventare subito tifoso, anche grazie all’accoglienza dei tifosi. Certo, ci vorrebbe uno stadio nuovo e funzionante, nota: “Vado spesso all’Olimpico, ho memorie meravigliose di vittorie e rimonte. Però, diciamo la verità, ormai allo stadio non ci si porta più la famiglia, sono strutture scomode, vecchie, sempre vuote. E non parlo soltanto dell’Olimpico, anche Napoli e Milano non sono all’altezza. Spero che la Roma riesca a costruire il suo stadio, gran parte della differenza rispetto alla Juventus passa anche da lì”. Il vicepresidente della Commissione non è un romanista qualsiasi, nel 2014 è stato nominato “Cavaliere della Roma”, un riconoscimento speciale riservato ai tifosi impegnati in politica, nello spettacolo e nello sport: “E’ stato un vero onore per me ricevere questo titolo, ne sono davvero orgoglioso”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi